mercoledì 8 luglio 2009

Sudan: Criminale

Sudan: Criminale

Criminale

mercoledì 08 luglio 2009, 07:00
Africano Palpeggia una donna: in cella
di Redazione

Sbagliare è umano, perseverare diabolico. Eppure Omar F., 30enne sudanese con precedenti per violenza sessuale nel 2007 e per resistenza a pubblico ufficiale nello scorso maggio, ci è cascato ancora una volta.Erano le 23 e 30, l’altra notte, quando i carabinieri lo hanno arrestato in corso Lodi. Poco prima l’africano aveva palpeggiato violentemente una donna nella vicina via Caroncini. La vittima, 36 anni, era uscita di casa in compagnia della madre 60enne per portare a spasso i suoi due cagnolini in zona piazza Buozzi. Arrivate in via Caroncini, madre e figlia si sono separate di qualche metro. In quel momento è sopraggiunto Omar F. che ha aggredito la giovane toccandola nelle parti intime.La madre, assistendo alla scena, ha subito chiamato i carabinieri e fornito la descrizione dell’uomo. I militari sono arrivati pochi minuti dopo e hanno rintracciato il sudanese in corso Lodi. Ora Omar F. dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale. Ancora una volta.
Che sia questo individio una mela marcia tra riffuggiati (si diciamo, perchè sono scapati della guerra e per motivi economici) deve essere espulso subito dopo la priggionia lo sa in Sudan cosa lo fanno perchè applicano la sharia..................................................Abdelazim

mercoledì 24 giugno 2009

No war no problem.... senza guerra siamo senza problemi



دعوة امريكية لشمال وجنوب السودان للالتزام باتفاق السلام
دعت واشنطن يوم الثلاثاء جنوبي وشمالي السودان الى تنفيذ اتفاق السلام الموقع عام 2005 والذي وضع حدا للحرب الاهلية.
ووصفت الولايات المتحدة مخاطر عدم تنفيذ هذا الاتفاق بانها "هائلة" وتعهدت بأن يدعم المجتمع الدولي تعزيز هذا الاتفاق.
وتتركز الخلافات بين الجانبين السودانيين على طريقة تنفيذ اتفاق السلام.
ولكن هذه الخلافات قد تعيد البلاد الى حالة الحرب في حال لم تحل قبل صدور حكم بشأن منطقة متنازع عليها في يوليو/ تموز المقبل، وقبل انتخابات مقررة عام 2010 وقبل استفتاء على مصير الجنوب حدد عام في 2011.
وقال نائب وزيرة الخارجية الامريكية جيم ستاينبرج في اجتماع نظمته الولايات المتحدة بخصوص اتفاق السلام الشامل في السودان ان "هناك بعض المراحل المهمة يجب حلها في المستقبل القريب لان هناك احداث مستقبلية سترسي للافضل او للاسوأ بالنسبة الى مستقبل السودان."
يذكر بأن اتفاق السلام الشامل ينص على فترة انتقالية تتولى خلالها السلطة حكومة ائتلافية من الشمال والجنوب، كما ينص على اقتسام الثروة النفطية. وتنتهي هذه الفترة بعد 18 شهرا باستفتاء الجنوب. ومن بين نقاط الخلاف المهمة السيطرة على منطقة ابيي المنتجة للنفط في وسط السودان. ويدعي كل من الشمال والجنوب احقيتهما في اجزاء منها ما يؤدي الى وقوع اشتباكات بين الجانبين حتى بعد عام 2005 الذي وضع حدا لحرب اهلية استمرت 20 عاما واودت بحياة مليوني شخص.
قبول بالحكم
ومن المتوقع كذلك ان تصدر المحكمة الدائمة في لاهاي حكمها بشأن هذا النزاع في يوليو/ تموز المقبل ومن المتوقع ان يتعثر التوصل الى حلول ترضي الجانبين.
وحضر ممثلون من نحو 20 دولة الاجتماع في واشنطن وهو اجتماع قال المبعوث الامريكي الخاص للسودان سكوت جريشن انه يهدف الى "احياء" اهتمام العالم بالمساعدة في ضمان تطبيق السلام.
كما يذكر ان العوة بالسودان الى الحرب الاهلية سيكون لها وقع الكارثة على البلاد وعلى صناعتها النفطية.
وفي السياق ذاته، اعلنت كل من الخرطوم والجيش الشعبي لتحرير السودان تعهدهما بقبول حكم لاهاي في قضية ابيي المتنازع عليها.
وقال مسؤول امريكي الثلاثاء ان الحكومة السودانية والجيش الشعبي لتحرير السودان تعهدا بقبول حكم المحكمة الدائمة بشأن الخلاف القائم حول منطقة ابيي النفطية التي لا يزال وضعها عالقا رغم اتفاقات عام 2005.
ويقوم الخلاف على ترسيم حدود منطقة ابيي الواقعة على الخط الفاصل بين الشمال الذي تسيطر عليه حكومة الخرطوم والجنوب الذي يتمتع بحكم ذاتي، والتي تحتوي على احتياطي نفطي تقدر قيمته بنحو نصف مليار دولار امريكي.
يشار الى ان الاشهر الاخيرة شهدت تضاعف اعمال العنف بين العشائر التي تسعى الى السيطرة على الموارد الطبيعية على المنطقة الحدودية بين شمال السودان وجنوبه.
موضوع من BBCArabic.com
Bravi Americani monito veramente a posto ..... per questi siognore della guerra.......................Abdelazim A. G. ALSHARIF ALKHATIM
THIS TIME oBAMA ADMINISTRATION BY THE PRESIDENT ORDER HAD DOEN THE BEST JOB no war no problem in the world ........................................Abdelazim A. G. Alsharif Alkhatim

lunedì 22 giugno 2009

Tanto meno pocco fatto o niente!!??

Il Sudan affronta un’emergenza umanitaria permanente
La povertà e le sofferenze della popolazione sono tali che la crisi umanitaria nella regione sudanese del Darfur è permanente: è quanto afferma la Caritas. I vertici della Chiesa cattolica del Sudan e alcuni membri dell'organismo pastorale si incontreranno presso la sede di Caritas Internationalis in Vaticano per discutere una risposta umanitaria coordinata. L'insicurezza sia in Darfur sia nel Sudan del sud può destabilizzare ulteriormente la regione e generare i maggiori livelli di sofferenza, si legge in un comunicato diffuso dall'organismo. Saranno presenti alla riunione della Caritas il vescovo di Malakal, Vincent Mojwok, presidente di Sudanaid (Caritas Sudan), l'arcivescovo di Juba, Paolino Lukudu Loro, il vescovo di Tombura Yambio, Edward Kussala, l’amministratore apostolico di El Obeid, mons. Antonio Menegazzo, e il vescovo ausiliare di Khartoum, Daniel Marco Kur Adwok. “Il Sudan sta affrontando molte sfide - ha dichiarato mons. Kussala - la gente manca di aiuti sanitari, non ha acqua né protezione dalla violenza”. La malnutrizione è al 16% nel Sudan meridionale. Nove persone su dieci vivono con meno di un dollaro al giorno. Nel 2007, il sud Sudan ha avuto il più alto tasso di mortalità materna nel mondo - con 2.030 donne che muoiono per 100 mila nascite. La pace è ancora vacillante nel sud e la metà dei 4 milioni di rifugiati fuggiti durante gli anni dei combattimenti è ritornata alle loro case. (V.V.)


تأجيل المحادثات بين الخرطوم وحركة العدل دون اتفاق
أكدت الحكومة السودانية وحركة العدل والمساواة المسلحة في دارفور أن الجولة الحالية من المفاوضات بينهما اجلت دون التوصل لاتفاق.
والقى كل طرف باللوم على الطرف الآخر في الوصول إلى طريق مسدود.
وستشكل هذه الخطوة تراجعاً بالنسبة للولايات المتحدة والوسطاء من الأمم المتحدة والاتحاد الافريقي الذين ظلوا يواصلون ضغوطهم على الطرفين خلال الأشهر الماضية من أجل التوصل لاتفاق سلام ينهي الحرب في دارفور.
وكان الجانبان عقدا جلسات تفاوض متقطعة مع حركة العدل والمساواة في العاصمة القطرية الدوحة منذ فبراير الماضي.
وتواجه مفاوضات الدوحة العديد من نقاط الخلاف خاصة تبادل الأسرى بين الجانبين.
وقال المتحدث باسم الحكومة السودانية الشرتاي جعفر جعفر عبد الحكم في تصريحات للاذاعة الحكومية إن المفاوضات وصلت إلى طريق مسدود بسبب رفض حركة العدل والمساواة السماح للفصائل الدارفورية الأخرى بالمشاركة فيها.
من جانبها رفضت حركة العدل والمساواة اتهامات الخرطوم وقالت إن الحكومة السودانية رفضت الوفاء باتفاق سابق لاطلاق سراح أسراها والسماح بتدفق المساعدات الإنسانية إلى دارفور.
وأضاف القيادي في الحركة الطاهر الفكي في تصريحات لوكالة رويترز أن الحكومة السودانية مصرة على عدم الالتزام باتفاق حسن النوايا الموقع بين الجانبين في الدوحة في فبراير/ شباط الماضي.
وقال الفكي إن المفاوضات ستؤجل لمدة شهرين حتى يتسنى لفريقي التفاوض التشاور مع قادتهم.
وكانت حركة العدل والمساواة اشتبكت في معارك متفرقة مع الجيش السوداني منذ بدء المفاوضات.
يذكر أن الصراع بدأ في اقليم دارفور عام 2003، عندما حملت جماعات متمردة السلاح ضد الحكومة السودانية للمطالبة بمشاركة أكبر في السلطة والثروة. وبينما تقدر الأمم المتحدة عدد القتلى في اقليم دارفور خلال هذه السنوات الست بحوالي 300 ألف، تقول حكومة الخرطوم إن عددهم لا يتجاوز 10 آلاف.

mercoledì 17 giugno 2009

Lado Regno che non c'è!!??



Lado, il Regno che non c'è... piùIntervista a Ronald Okuonzi Lulua, rifugiato politico che vive a Parma.16/06/2009Sig. Lulua, ci parli della sua incredibile storia. Sono nato l'8 Ottobre 1954 ad Eruba nello Stato di Lado in Africa e mi trovo in Italia dal 1981 dopo aver atteso per oltre 20 anni una risposta alla mia domanda d'asilo politico. La mia è una vicenda giuridica estremamente complicata ma nonostante questo non ho mai perso la speranza di ottenere lo stato di rifugiato politico. Per quale motivo si trova ad essere rifugiato politico nel nostro Paese? L'attesa paziente e la mia coerenza sono state motivate da un unico, grande ideale, ossia l'indipendenza del mio stato di origine in Africa, Lado. Il motivo per cui sono fuggito in Italia è stato quello di tutelare la mia stessa vita. Ci vuole parlare del Regno di Lado? Certamente. Il Regno di Lado ha origini antichissime. Fu fondato circa 700 anni prima della nascita di Cristo e si estese fino a raggiungere quello che oggi viene chiamato lago Alberto, nel cuore dell'Africa. Nel XVIII secolo fu redatta la Costituzione e con essa fu eletto anche il Re. La posizione geografica strategica (per le risorse del sottosuolo e per il controllo del Nilo) ha reso da sempre Lado una terra molto ambita dalle potenze europee. Quali sono stati i principali sviluppi internazionali di questa situazione? La Conferenza di Berlino del 1885 evidenziò l'intenzione di alcuni Stati europei come Belgio ed Inghilterra di controllare commercialmente le nostre terre. Nonostante la sovranità del nostro Regno fosse stata riconosciuta dal Belgio nel 1882, accadde nel 1910 che l'Inghilterrà rivendicò assurdi diritti sul regno di Lado il cui territorio fu spartito in tre parti fra gli stati confinanti: gli attuali Sudan, Congo ed Uganda. Quindi fu di fatto cancellato dalle cartine geografiche? Andò proprio in questo modo e il nostro Regno fu cancellato dall'Africa. Da allora è iniziata l'opera di snaturalizzazione del popolo di Lado attraverso il tentativo di cancellare le tribù indigene e cambiando nome all'area geografica (Sudan del Sud – West Nile). E' stato tentato qualcosa per ripristinare la situazione originale? Nel 1948 il caso Lado fu preso in carico dall'ONU e alcuni anni dopo si riaccese la speranza per l'indipendenza. Purtroppo tale proposta fu mascherata dalle reali intenzioni della Gran Bretagna e nel 1962 il nostro sovrano fu posto agli arresti. Per quale motivo? L'indipendenza proposta dalla Gran Bretagna previde la rimozione del nostro sovrano e l'inserimento dello stato di Lado nel Commonwealth. Alla fine ci saremmo ritrovati sotto la diretta influenza della Gran Bretagna dopo aver firmato una finta indipendenza. Il nostro Re, John Bart Agami, rifiutò un simile destino per il nostro popolo e ne pagò le conseguenze. Per fortuna riuscì a fuggire dalle carceri ugandesi appoggiato dalle guardie. Da allora fu costretto all'esilio operando con le Nazioni Unite per trovare una giusta soluzione per il nostro Regno. Nel frattempo come ha vissuto il vostro popolo? Nel anni che vanno dal 1979 al 1981 ci fu un vero massacro operato ai danni del popolo di Lado di cui furono vittime anche donne e bambini. Tale operazione fu organizzata dalla Gran Bretagna in seguito alla cacciata del “dittatore” Idi Amin dall'Uganda (ma di origini di Lado). Furono addirittura spediti soldati inglesi con il compito di addestrare le truppe locali in tal senso. Lei si trovava ancora in Africa? Sì, e fui costretto a fuggire in Congo per non essere ucciso, come del resto molti altri responsabili di Governo. Mi fu consigliato di recarmi all'estero se volevo salvarmi e anche per poter aiutare in qualche modo il popolo di Lado in qualità di consigliere del Re. Ha potuto aiutare il popolo di Lado una volta qui in Italia? Oltre a tenere costantemente informato il Re Agami sulla situazione politica in Uganda sto cercando di organizzare i giovani di Lado sia per far conoscere la vera storia del loro Regno, sia cercando finanziamenti con borse di studio per farli espatriare. Tutto questo grazie all'appoggio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite (ACNUR) e del Centro Immigrazione Asilo Cooperazione Internazionale di Parma e provincia (CIAC). Qual è la sua missione oggi? Il mio compito, dopo aver ottenuto lo stato di rifugiato politico dallo Stato Italiano, rimane quello di far conoscere al mondo le vicende del Regno di Lado, a lungo nascoste o sapientemente distorte. Ciò che il popolo di Lado attende è che l'ONU concluda l'annosa vicenda riportando tutto allo stato originario. Vuole lanciare un messaggio? Vorrei ricordare che le ventinove tribù del mio popolo esistono ancora nonostante tutto, con la loro lingua e i loro costumi. Non abbiamo perso la nostra cultura e Lado non ha mai concesso la propria sovranità o i propri diritti, risorse o materie prime a potenze straniere. Non perderemo mai la speranza di occupare nuovamente i nostri territori. Massimiliano Losini
Ho tirato in ballo il Foriegn Office - Collony Department, hanno detto che Lado e un Tribù la sua lingua stata scritta del pastore Angilicani nel 1890 con alfabeti latini e grammatica, vocabulario del Diocesi di Canterpary che cettano un pastore che ha vissuto tra 1880-1917 in Sudan autori di vari libri.....quindi nostro Mr. Ronald ha solo la fantasia di Regno che ora non esiste piu, ora ce solo il Sudan e nel Sud la SPLA, bene o male smettiamo del nominare tribù e ethnia ma Mr. Ronald vesuto qui per venti anni vedi comme ti trattano l'Italiani con rispetto e compressione smettela di parlare di Triabalismo e cgassata varie.....................................Abdelazim Abdella Gomaa

lunedì 20 aprile 2009

Aggiornamenti.............


Associazione Arci Darfur
Aggiornamento, 29/03/2009
Stato varato l'ufficio del Associazione come segue:-
Presidente Isa Adam Ahmed
Segretario Geppino Materazzi
Amministratore Adam Osman Elhadi Mohamed
Capo del riunione Mohamed Zakaria Abubokir
Segretario Culturale Adam Dousa Haroun
Osservatori Adam Abdalla
Mohamed Elghali
socio ordinario......................................................Abdelazim Abdella Gomaa

venerdì 10 aprile 2009

Festa!!

Buona Pasqua ..................... Have happy eastern I TERREMOTATI MORTI MIA CONDOGLIANZA Azim