martedì 19 ottobre 2010

Senza Diriti e senza Idendità.


Senza diritti e senza identita'
Il dramma dei richiedenti asilo politico in Israele. Storia di Constance e della clinica di Giaffa dei Physicians for Human Rights
(18 Ottobre 2010)
anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.nena-news.com
SERVIZIO DI ILARIA DE BONIS

Giaffa, 18 ottobre 2010, Nena News -Constance M. si lamenta per il dolore al ginocchio. La rotula è seriamente danneggiata. Bisogna che sia operata al più presto ma all’ospedale di Tel Aviv le hanno chiesto 50.000 shekel (circa 10mila euro) per l’intervento. Soldi che lei non ha. Così per ora rinuncia all’operazione e aspetta.

Cinquant’anni, cristiana, sposata, Constance M. viene dal Sudafrica e dal 2007 vive e lavora in Israele. E’ uno dei 25.000 «asylum seeker» (richiedenti asilo) ma per il governo di Netanyahu lei non esiste. Non ha diritti. Tanto meno quello all’assistenza sanitaria.

«Da qualche mese non lavoro perché non posso camminare», racconta.

Un mercoledì pomeriggio però si è fatta coraggio, si è messa in fila fuori alla clinica dei Physicians for Human Rights (Medici per i Diritti Umani), a due passi dal centro della vecchia Giaffa. Ha aspettato l’apertura del cancello fino alle quattro come tutti gli altri.

Yael, Ran e i medici volontari della Ong israeliana - che ha vinto di recente il Primo Nobel Alternativo - le hanno dato un numeretto e quando è toccato a lei un medico generico l’ha visitata e uno psicologo l’ha ascoltata. Tre ambulatori, una piccola farmacia con medicinali di ogni tipo, un reparto per le donne in gravidanza e un centro d'ascolto. PHR è una piccola oasi di salvezza per i migranti ed i profughi.

Costance M. ha raccontato del lavoro, del ginocchio, della sua precarietà di vita. Ha detto d’aver richiesto al governo di Israele lo status di rifugiato politico ma che nessuno gliel’ha concesso finora.

«Dal 1948 ad oggi solo 170 persone hanno ricevuto lo status di rifugiato in Israele, tutti gli altri sono richiedenti asilo», precisa Ran Cohen, direttore del dipartimento per i migranti di Physicians for Human Rights.

Arrivano dopo varie peripezie da Eritrea, Sudan, Darfur, Sudafrica, Liberia. Attraversano di notte la frontiera – molti di loro vengono arrestati e persino uccisi dalle guardie di confine egiziane -ed entrano definitivamente in Israele solo dopo un periodo di detenzione nella prigione di Ketziot nel Negev, che può variare da sei mesi ad un anno e oltre. Per i sudanesi senza visto la prigione dura di più. Il Sudan è nella lista nera dei paesi «nemici» di Israele perché musulmano.

La trafila più o meno è la stessa: i profughi vengono «traghettati» da gruppi di beduini del deserto - dietro consistenti compensi e dopo esser stati spesso ostaggio di bande criminali – dall’Egitto alla frontiera con Israele, che non è completamente chiusa. «Almeno finchè non verrà costruito un muro al confine con l’Egitto, come suggerisce Lieberman», spiega Ran.

«Da lì sono deportati a Ketziot – aggiunge Ran - anche noi attivisti per i diritti umani non possiamo entrare a controllare le loro condizioni, ma comunque sappiamo, perché ce lo raccontano quando poi arrivano qui, che sono pessime». «Io sono stata in prigione due volte. E per cosa?», si domanda Constance M.

Ketziot è una sorta di far west del diritto dove la legge, il tempo e lo spazio sembrano senza confini. Dopo mesi di carcere chi esce è finalmente libero di cercarsi un lavoro. Che spesso però non trova. Una volta arrivato a Tel Aviv, Jaffa, Herzeliya, è un fantasma senza identità. E se si ammala ha poche chance.

Miron M. ha lo sguardo torvo, è spaventato, non parla. Ha delle brutte ferite alle mani. Il suo amico Salomon Y. racconta che è appena arrivato dall’Eritrea, dopo aver attraversato il deserto, da una settimana vive in Israele e nessuno l’aveva visitato prima. «In realtà l’ho conosciuto oggi, viveva per la strada… Ma è già diventato un amico. Siamo dello stesso paese», spiega Salomon Y.

Physicians for Human Rights è nata anche per questo. Oltre che per assistere gli arabi palestinesi in Cisgiordania, i beduini del Negev, le donne violentate, le minoranze etniche in Israele e per raccogliere testimonianze ed elementi utili a stilare report e documenti. Come quelli che riguardano la vita di persone come Constance M., Salomon Y. e le ragazze sudanesi.

«Lavoro nel campo dei diritti umani dal 1995, prima della creazione di questa organizzazione. Molte cose sono cambiate in peggio in Israele negli ultimi dieci anni», spiega il direttore esecutivo di PHR, Hadas Ziv, «Direi che la società civile israeliana è molto meno attiva e questo governo sempre più di destra. Ha l’ossessione della demografia. Se andrà in porto questa decisione di giurare sullo stato ebraico, sarà un grave errore per tutti».

E per gli immigrati, africani, non ebrei, perseguitati in patria, che tutele esistono?

«L’unica legge che abbiamo in materia di emigrazione in Israele è quella che dice che ogni ebreo da qualsiasi parte del mondo arrivi, sarà accolto nella sua patria ed avrà una cittadinanza israeliana. E’ la nostra legge fondamentale. Per il resto non c’è alcuna regolamentazione per rapportarsi ai rifugiati politici», spiega Ran.

Negli ultimi tre anni i richiedenti asilo sono aumentati notevolmente, ogni mese ne arrivano almeno 700. Il problema è che una volta superato l’ostacolo della detenzione alla frontiera con l’Egitto, queste persone vivono senza identità. Finchè qualcuno non decide di tornarsene in patria.

«Se è uno Stato democratico questo?» si chiede Hadas «Qualcuno dice che lo è solo entro i confini della linea verde. Ma è democrazia quella che consente libertà e giustizia solo dentro casa propria? Non so. In qualsiasi paese io dovessi andare probabilmente combatterei per la giustizia. Ma in Israele, certo, la lotta dovrebbe essere ben più radicale. Non sto lanciando un appello alla rivoluzione ma al dissenso e alla resistenza, questo sì!». Nena News

mercoledì 29 settembre 2010

Notizie del Sudan.


د.مصطفي عثمان اسماعيل يزور كسلا غدا ويتفقد طريق كسلا اللفة الذي يربط السودان باريتريا
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كسلا في 28/9/2010م (سونا) يتفقده د.مصطفي عثمان اسماعيل مستشار رئيس الجمهورية خلال زيارته غدا لولاية كسلا والتى تستغرق يومين سير العمل الجاري بطريق كسلا اللفة الذي يربط السودان باريتريا بطول 26 كيلومتر والذي سيتم افتتاحه علي يد السيد رئيس الجمهورية خلال زيارته المرتقبة لولاية كسلا بحضور الرئيس الاريتري اسياس افورقي ووفد من الحكومة القطرية الممولة للطريق بمبلغ 13 مليون دولار الذي تقوم بتنفيذه شركتي سقن الاريترية والثلاثية للانشاءات وسيقوم مستشار رئيس الجمهورية بزيارة قرية اللفة النموذجية المنفذة بدعم من الحكومة القطرية في اطار استقرار السلام بالمنطقة وتوطين المتاثرين بالحرب وسيتضمن برنامج السيد مستشار الرئيس مخاطبة مجلس وزراء حكومة الولاية واللقاء باعضاء مجلس ولاية كسلا التشريعي وسيعقد سيادته لقاء بالقيادات النوعية الي جانب عقد لقاء مع قيادات المؤتمر الوطني







D. Mostafa Osman Ismail, di visitare ed ispezionare domani Kassala Kassala attraverso il giro, che collega il Sudan l'Eritrea
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Kassala su 2010/09/28 (SUNA) Itvkdh d. Mostafa Osman Ismail, consigliere del Presidente durante il suo domani visita a Kassala e il corso di due giorni dei lavori in corso della strada che collega il giro di Kassala in Sudan, lunghezza Eritrea di 26 miglia che sarà inaugurata nelle mani del Presidente della Repubblica durante la sua visita Si presume che lo stato di Kassala, in presenza di eritrei presidente Isaias Afewerki e una delegazione la Qatari finanziato dal governo dagli 13 milioni dollari che viene realizzato tramite una costruzione a due Sagn eritrei e triple e sarà consigliere del Presidente della Repubblica ha visitato il villaggio di modello di lap attuate con il sostegno del governo del Qatar nel quadro della stabilità della pace nella regione e il reinsediamento dei programmi colpiti dalla guerra sarà tra gli altri, Consigliere del Presidente di rivolgersi al Consiglio dei ministri del governo dello stato e incontro con i membri del Consiglio di Stato legislativo Kassala e la sovranità della riunione si terrà qualità di leadership per il lato di tenere una riunione con i leader della Conferenza Nazionale











Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.

EST - Pam, dalla Cooperazione 1,2 mln per i bambini del Sud Sudan


Roma, 28 set (Il Velino) - Il Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite ha ringraziato la direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina per il contributo di 1,2 milioni di euro che serviranno a fornire assistenza alimentare urgente a 76 mila piccoli studenti degli stati di Lakes e Eastern Equatoria, nel Sud Sudan. Il finanziamento consentirà al Pam di acquistare 1.600 tonnellate di cibo, inclusi cereali, una miscela arricchita di frumento e soia, olio vegetale, zucchero e sale, per i pasti scolastici nelle due regioni. I livelli di insicurezza alimentare tra la popolazione dell’area rimangono alti a causa del conflitto e della siccità. Nel Sud Sudan, il Pam utilizza i pasti scolastici non solo per garantire che i bambini, e specialmente le bambine, frequentino la scuola, ma anche per far si che i piccoli affamati ricevano ogni giorno i fondamentali elementi nutritivi. “Nessun bambino dovrebbe andare a scuola affamato - ha detto Amer Daoudi, rappresentante del Pam in Sudan -. Questo contributo da parte della Cooperazione italiana consentirà a 76 mila piccoli di ricevere almeno un pasto al giorno per oltre sette mesi, durante il periodo di scuola”.

Il Sudan è uno dei paesi prioritari in Africa per la Dgcs. Tanto che la Cooperazione italiana è tra i principali donatori dei programmi di pasti scolastici del Pam nel sud del Paese sin dal 2007. Negli stati di Eastern Equatoria e Lakes, l’agenzia Onu sostiene 145 scuole a cui sarà destinata la donazione italiana. Il Sudan rappresenta una delle emergenze più vaste e complesse a livello mondiale. Nel 2010, il Pam prevede di assistere quasi undici milioni di persone (fino a 4,6 milioni in Darfur, 4,3 milioni colpiti dalla siccità in Sud Sudan e 1,7 milioni nelle regioni centrali e orientali del paese). L’operazione di emergenza del Pam nel paese africano nel 2010 ha richiesto 864 milioni di dollari ed è stata finanziata per circa l’80 per cento. Il Programma alimentare mondiale è la più grande agenzia umanitaria del mondo e l’organizzazione delle Nazioni Unite che combatte la fame nel mondo. Ogni anno in media fornisce cibo a oltre 90 milioni di persone in più di 70 paesi.

mercoledì 22 settembre 2010

News of Sudan.

• lo scambio di accuse tra i partner di pace sudanese

Khartoum - Nour Ahmed Nour
Mercoledì, 22 Settembre 2010
Rinnovata accuse tra le parti governo sudanese, il Partito «Congresso nazionale» e «Movimento Popolare per la Liberazione del Sudan», nel blocco che delimitano il confine tra nord e sud. Ha accusato il Presidente della Commissione sui confini Abdullah Sadiq ieri i rappresentanti di assenza movimento popolare «è» di ripetute e deliberare sul corpo autorizzato a demarcare il confine tra le due parti del paese
La ripresa dei negoziati di Doha sul Darfur, la fine del mese
Khartoum 'Al Quds Al Arabi' di Kamal Hassan Bakhit: Dichiaro Ahmed bin Abdullah Al Mahmoud, ministro di Stato per gli Affari Esteri del paese di ieri, sarà la ripresa dei negoziati di pace in Darfur tra il governo sudanese e il Movimento di liberazione e giustizia a Doha il 29 giugno.
21/09/2010



Si aspettava di al-Mahmoud ha detto ai giornalisti dopo una riunione svoltasi ieri sotto la sua presidenza, il mediatore dell'Unione africana e delle Nazioni Unite, Djibril Bassolé, per essere firmato da tutte le parti del processo di pace per il Darfur a un accordo di pace definitivo entro la fine di quest'anno, e il più possibile prima della data del referendum di autodeterminazione per il Sudan meridionale in gennaio / gennaio. Era Bassolé sono stati consegnati in una bozza di documento di pace per il Darfur del Comitato di redazione, che ha formulato sulla base del router è stato detto dalla mediazione, e ha spiegato che questo documento si basa su accordi di pace precedenti e l'accordo quadro che è stato firmato a Doha tra il governo sudanese e il Movimento Giustizia e Uguaglianza nel 23 febbraio il passato e l'accordo quadro e l'accordo di cessate il fuoco firmato a Doha tra il governo e il Movimento di liberazione e giustizia il 18 marzo e ha confermato che il documento sarà la base per risolvere il problema del Darfur, su cui studierà la mediazione e la negoziazione del contratto uno finale che, dopo aggiungere quello che ti serve extra.

sabato 11 settembre 2010

Sttttttttttttttta sito!!


seza commenti!!!!
No comment!!!

mercoledì 8 settembre 2010

Intervista con una ragazza Sudanese sulla molestie.



News Sudan: l'esperienza di una vita emozionante con Teresa: Le molestie e le occasioni esistono, ma ..!

Condotto celebrità), chattare con presentatore TV calde note e Belle (Teresa Shaker):
* Bellezza, sta causando problemi??.
- In una certa misura.
* Società patriarcale, i proprietari degli uomini di influenza?
- Sono d'accordo con te .. Ma, sarà sconfitta tutto .. Dobbiamo rompere questi concetti sono in ritardo.
D: Quindi non ci sono concessioni e di contrattazione?
- Sì. .. In una certa misura .. Ma .. Eventuali concessioni o compromessi, di età compresa tra breve in questo settore.
D: Tu non sei collegato a che cosa?
- Ciò che Dio sezione .. E ha bisogno di un righello e scritta
D: E 'un consenso su un uomo, si rifiuta di funzionare?
- Mi ha convinto, se sono d'accordo .. Se convinto, deve essere approvato .. Altrimenti è indietro, e non accontentarsi di essa.
* Imbarazzante o difficile posizione su di voi?
- Non mi ricordo .. Tuttavia, la mia sorella Lisa, all'età di dieci anni, ci fu uno show televisivo con loro .. Così sono andato, insieme con mia madre .. TV gente dice che il suo tutore: si indossa pantaloni .. Non può essere descritto con te .. E ha chiesto loro di indossare sciarpe .. Ma mia madre Mahdia Mohammed Hassan, un direttore, si rifiutò e disse loro: E 'una ragazza .. Vogliono avere registrato .. Oppure uscire dallo studio), alla fine registrato, secondo il desiderio di mia madre.

martedì 7 settembre 2010

Seperazioni del Sudan.



Local News: Real Estate: Bashir e Salva che hanno la volontà di unità e di separazione non è l'ultimo giornoIeri, il Nilo Blu,
il proprietario del team della proprietà, la sua fiducia nella Presidenza della Repubblica per il successo del progetto e l'unità del Sudan per risolvere tutti i suoi problemi e ha detto che il presidente della Field Repubblica maresciallo Omar al-Bashir e Primo Vice Presidente Salva Kiir, che hanno la volontà di unificazione del Sudan, ma ha espresso preoccupazione per l'ossessione di diffidenza tra il nord e il sud e ha detto che che il vero test driven una spaccatura tra le parti.Ha avvertito il governatore, rivolgendosi a una cerimonia organizzata dal MAC preside Kings Funj del mandato generale dell'amministrazione civile, Yusuf Hassan Adlan, Marco e consigliere per gli Affari Religiosi e sceicco Dotazioni Asamanip mandato, Mohamed al-Tom pomeriggio Hjo, «Sabato» Balrusirs, ha ammonito i media di cadere nella trappola del separatismo, studenti e istituzioni statali togliere l'amaro dalla popolazione dei ribelli del sud e ha esortato il governo ad emanare una legislazione che rispetti le religioni e le credenze e sono protetti da Karim ha detto che il sud se separati, questo non è l'ultima risorsa.Il governatore he è musulmano e un credente e la fede in la ordini Sufi, poiché erano giovani, ha detto se ero presidente del Sudan potrebbe non essere al di là della religione e vita people's e sottolinea che l'meridionali fear di politica Islam e praticanti di idee Islamic attraverso il potere e temono che, abrogare l'identità araba di identità Negro Sudan in Sudan è stata Il timore comune che il Nord del progetto di proposta per un nuovo Sudan, che richiede la rimozione di uno stato laico e religione.Consigliato stato tribù di proprietà e dirigenti di dipartimenti di civile coesistenza pacifica e ha avvertito i leader locali a seguire la tribù di sicurezza stile che ha sottolineato che c'è stato in questi giorni, ma ha rassicurato dicendo che la gente dello stato e dei suoi dirigenti non permetterà di accendere il fuoco della guerra sul territorio, tuttavia, che il Nilo Azzurro, se costretti alla guerra sono pronti a loro.


Local News: Real Estate: Bashir and Salva possessing the will of unity and separation
is not the last dayYesterday, the Blue Nile, the team owner of the property, his confidence in the Presidency of the Republic to the success of the project and the unity of Sudan to resolve all its problems and said that the President of the Republic Field Marshal Omar al-Bashir and First Vice President Salva Kiir, possessing the will of the unification of Sudan, but expressed concern on the obsession of mistrust between the north and south and said that that the real test driven a rift between the parties.He warned the governor, addressing a ceremony organized by MAC Kings Funj headmaster of the general civil administration mandate, Yusuf Hassan Adlan, mark and Adviser for Religious Affairs and Endowments sheikh Asamanip mandate, Mohamed al-Tom Hjo afternoon, «Saturday» Balrusirs, warned the media from falling into the trap of separatism, student and state institutions remove the bitterness from the population of the southern rebels and urged the government to enact legislation that respects the religions and beliefs and are protected by Karim said that the south if separated, this is not the last resort.The governor he is a Muslim and a believer and the belief in the Sufi orders since they were youths, he said if I was president of the Sudan would not be beyond the religion and people's lives and added that the southerners fear of political Islam and practitioners of Islamic ideas through the power and they fear that repeal the Arab identity of Sudan identity Negro in Sudan has been The common fear that the North of the draft proposal for a new Sudan, which calls for removal of a secular state and religion.Recommended property tribes state and leaders of departments of civil peaceful coexistence and warned local leaders to follow the style security tribes who indicated that there is the state these days, but reassured by saying that the people of the state and its leaders will not allow to ignite the fire of war on the territory, however, that the Blue Nile, if forced to war they are ready to them.

mercoledì 1 settembre 2010

NUCLEARE ????

Nucleare/ Anche Egitto e Sudan varano un piano per costruire nuove centrali
Mercoledí 01.09.2010 13:26
da e-gazzette.it
Dopo l'Iran, anche l'Egitto ha deciso di diventare un potenza nucleare: la prima centrale sorgerà a El-Dabaa, sulla costa del Mediterraneo, a circa 300 km dal Cairo. Lo ha deciso il presidente Hosni Mubarak, secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale Mena. Stessa sorte anche per il Sudan, che sta progettando di costruire un reattore atomico e la sua prima centrale nucleare per produrre energia entro il 2020. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa Suna, citando il direttore generale dell'Agenzia sudanese per l'energia atomica Ahmed Hassan al Tayeb, secondo il quale il governo di Khartoum ha cominciato all'inizio di quest'anno a pianificare lo sviluppo di energia nucleare.
“Il ministero dell'Elettricità - ha affermato la Suna - ha già cominciato i preparativi per il progetto della produzione di elettricità dall'energia nucleare, in cooperazione con l'Aiea (l'agenzia dell'Onu per l'energia atomica), e prevede di costruire il suo primo impianto nel 2020”. Il Sudan ha stretti legami economici e politici con l'Iran, al centro di un'aspra disputa con gli Stati Uniti e alcuni loro alleati sul suo programma nucleare.
Tetto ai rimborsi in India per incidenti nucleari - Il governo indiano ha approvato la nuova legge sul nucleare civile, con l'obiettivo di attirare gli investimenti esteri nel settore: il progetto passerà all'esame del Parlamento già la prossima settimana, per il via libera definitivo. La legge stabilisce in particolare il tetto massimo per la riparazione di eventuali danni da parte delle aziende estere, fissato a 320 milioni di dollari in caso di incidente; una clausola che ha suscitato controversie in India, dove le vittime della tragedia di Bophal, avvenuta nel 1984, devono ancora ricevere gli indennizzi dovuti loro dalla Union Carbide.
Nel 2008 l'India ha firmato un accordo di cooperazione con gli Stati Uniti nel settore del nucleare civile, mettendo fine dopo trent'anni ad un embargo iniziato dopo i primi test atomici indiani.