venerdì 1 agosto 2008

MATRIMONIO





AUGURI AL NOSTRO PRESEDENTE YOUSIF DEL'ASSOCIAZIONE ARCI DARFUR CHE E SPOSATO CON LA SIG CRISTINA ..................................................AZIM

giovedì 31 luglio 2008

Siamo arrivate ad una intesa

قبيل تصويت مجلس الأمن
السودان يرحب بإمكانية تعليق طلب توقيف البشير


مجلس الأمن يتجه لتجميد مذكرة توقيف البشير (الفرنسية-أرشيف)

رحب السودان باتفاق أعضاء مجلس الأمن الدولي على مسودة قرار تشير إلى قلق بعض أعضائه من تداعيات مذكرة مدعي محكمة الجنايات الدولية التي يطالب فيها بتوقيف الرئيس السوداني عمر حسن البشير بتهمة ارتكاب جرائم إبادة في دارفور.

وقال سفير السودان في الأمم المتحدة عبد المحمود عبد الحليم في تصريح صحفي إنه نص "مقبول" بالنسبة للخرطوم واصفا تلك الإشارة من المجلس بأنها مهمة للغاية.

ونقلت تقارير صحفية عن مصادر دبلوماسية غربية قولها إن القرار سيتم تبنيه بالإجماع في اجتماع المجلس في الساعة السابعة مساء بتوقيت غرينتش.

وكان أوكامبو قد طلب يوم 14 يوليو/تموز الجاري من قضاة المحكمة إصدار مذكرة توقيف بحق البشير بتهمة ارتكاب إبادة وجرائم حرب وجرائم ضد الإنسانية في دارفور غرب السودان.

"
طالبت ليبيا وجنوب أفريقيا مدعومتين من الصين وروسيا مجلس الأمن بتضمين فقرة تجميد مذكرة توقيف البشير في مسودة قرار المجلس
"
تعليق اتهامات
ويوضح القرار أن المجلس مستعد لمناقشة تعليق أي اتهامات مستقبلا من جانب المحكمة الجنائية الدولية للبشير لصالح السلام في دارفور.

وينص أيضا على أن المجلس سيضع "نصب عينيه المخاوف التي أثارها أعضاء المجلس" بشأن توصية أوكامبو في حق البشير.

ويشير القرار إلى أن أعضاء المجلس عازمون على "إجراء مزيد من الدراسة لهذه المسائل" وهي إشارة إلى طلب الاتحاد الأفريقي أن يتحرك المجلس لتعطيل أي خطوات للمحكمة الجنائية الدولية في حق البشير لتفادي تقويض مباحثات السلام الرامية إلى إنهاء الصراع.

وبموجب المادة 16 من القانون الأساسي للمحكمة الجنائية الدولية يمكن لمجلس الأمن أن يصدر قرارا يوقف تحقيقات المحكمة أو إجراءات المقاضاة لمدة عام قابلا للتجديد.

وكانت ليبيا وجنوب أفريقيا مدعومتين من الصين وروسيا قد طالبتا المجلس بتضمين فقرة تجميد مذكرة توقيف البشير في مسودة القرار. غير أن الدول الغربية رفضت ذلك.

مجلس الأمن مدد مهمة قوات يوناميد بدارفور(رويترز-أرشيف)
تمديد مهمة
وفي سياق متصل اتفق أعضاء المجلس على تمديد مهمة القوات الدولية والأفريقية المشتركة في دارفور لمدة عام.

وكانت الولايات المتحدة وبريطانيا وفرنسا قد أصرت في وقت سابق على الفصل بين اقتراح تأجيل طلب توقيف البشير عاما واحدا، ومشروع القرار الخاص بتمديد مهمة قوة حفظ السلام المشتركة بين الاتحاد الأفريقي والأمم المتحدة في إقليم دارفور (يوناميد) والتي تنتهي بنهاية الشهر الحالي.

وتسعى تلك القوة لتحقيق الاستقرار بدارفور لكن لم ينشر سوى 9500 جندي من بين 26 ألفا كان من المقرر نشرهم.

ودعا تقرير أيدته 36 منظمة حقوقية وإنسانية اليوم حلف شمال الأطلسي (الناتو) والهند وأوكرانيا، إلى تزويد قوة حفظ السلام في دارفور بمروحيات.

وحدد التقرير الذي أعده توماس ويتينغتون الخبير في الشؤون الدفاعية والطيران العسكري، كلا من الهند وأوكرانيا والتشيك وإيطاليا ورومانيا وإسبانيا، باعتبارها البلدان الأقدر على تقديم المروحيات.

وتفيد الأمم المتحدة أن النزاع في دارفور خلف منذ عام 2003 ثلاثمائة ألف قتيل في وقت تشير فيه الخرطوم إلى أن القتلى عشرة آلاف

martedì 29 luglio 2008

Tribunale!!!!


Cassese: La condanna di Bashir, un “coup de theatre” con "scarsi effetti pratici positivi”.
Italian blogs for DARFUR on 28 Luglio, 2008 01:57:00 | 45 numero letture
Nessuna novita' per questo articolo
La notizia della richiesta del Procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Luis Moreno Ocampo, di arresto del Presidente del Sudan Bashir viene accolta con perplessità da Antonio Cassese, che nel 2005 ha presieduto la “Commissione internazionale incaricata di investigare le violazioni dei diritti umani e l’accertamento dell’eventuale genocidio” (ICID).
In un articolo apparso su “La Repubblica” del 15 luglio scorso, Cassese sottolinea che l’iniziativa di Ocampo serve soprattutto a “scuotere l’attenzione del pubblico”, ma serve a poco in termini pratici ed anzi potrebbe rivelarsi un boomerang, esprimendo il timore che possa addirittura vanificare il lavoro del Tribunale.
In particolare, tre sarebbero gli aspetti critici.
- Se davvero avesse voluto far arrestare Bashir, il Procuratore avrebbe dovuto sottoporre ai giudici una richiesta segreta e chiedere di non rendere pubblico il mandato di cattura (nel caso venga emesso dai giudici). In questo modo, si sarebbe potuto aspettare che il Presidente si fosse recato all’estero per rendere pubblico il mandato e dare il via al suo arresto. Invece, rendere pubblica la richiesta di arresto prima ancora di sottoporla al vaglio dei giudici (che potranno successivamente respingerla o ridimensionarla), di fatto, renderà vana la richiesta di arresto: Bashir dovrebbe ordinare ai suoi di arrestarlo e consegnarlo al Tribunale.
- Inoltre risulta incomprensibile la scelta di accusare solo Bashir e non anche gli altri membri del gruppo dirigente, alcuni dei quali (il vice-presidente Taha, il capo dei servizi segreti, il ministro della difesa, i capi di stato maggiore delle forze armate) sono certamente implicati nelle decisioni politiche e militari che riguardano il Darfur.
- Infine, non si comprende perché si sia voluto accusare Bashir di genocidio (che richiede condizioni meno rigorose e fa correre minori rischi di mancato accoglimento da parte dei giudici), quando lo si sarebbe potuto accusare, con maggiore fondatezza e con maggiori possibilità di accoglimento, di crimini contro l’umanità quali lo sterminio, il massacro di civili e il trasferimento forzato di persone.
In breve, secondo Cassese, è difficile che il mandato di arresto possa produrre effetti extra-giudiziali positivi, come la delegittimazione politica, diplomatica e morale di Bashir, che, da parte sua, non faticherà a controbattere alle accuse. Inoltre, si potranno avere gravi ripercussioni anche nelle relazioni tra governo del Sudan e forze di peacekeeping nella regione, con possibili ostacoli all’assistenza umanitaria internazionale ai profughi del Darfur.
Stefano Cera, per IB4D.

giovedì 24 luglio 2008

Sudan troubles!!!



Darfur, il sudanese Bashir diventa buono : sì a pace e tribunali


Il Sudan ha accettato la proposta della Lega Araba di istituire, con la collaborazione dello stesso ente e quella dell'Onu, tribunali speciali che giudichino i presunti responsabili delle violazioni dei diritti umani in Darfur. Lo ha reso noto il capo di gabinetto del segretario generale della Lega Araba, Hisham Yussef.
La comunicazione è venuta a 24 ore di distanza dal viaggio compiuto a Khartoum dal segretario della Lega, Amr Mussa. «Hanno accettato di istituire i tribunali - ha aggiunto Yussef - e anche che la Lega Araba, l'Onu e l'Unione Africana seguano i processi garantendo nello stesso tempo che le norme applicate rispondano a tutti i requisiti previsti dal diritto internazionale».
Intanto il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir è stato accolto con entusiasmo da una gran folla di sostenitori a El Fasher, la capitale del Darfur del Nord, nella prima visita che compie nello stato dopo la richiesta del procuratore della Corte Penale Internazionale (Cpi) di incriminarlo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Bashir ha bollato come «menzogne» le accuse mosse contro di lui dal Procuratore della Corte penale internazionale dell'Aia (Cpi), Luis Moreno-Ocampo.
Il convoglio di Bashir è scortato da elicotteri e soldati, poliziotti e membri delle forze di sicurezza nazionale a bordo di mezzi armati di mitra. Al suo arrivo nella città di El Fasher è stato accolto da oltre 6 mila, tra cui funzionari pubblici, studenti e membri delle tribù locali.
Stando a quanto riferito alla France presse da un dipendente del governo locale, sono stati i dirigenti a chiedere a tutti gli impiegati di partecipare alla cerimonia di benvenuto al Presidente, che ha ballato con il fucile in pugno.
La guerra in atto nella regione dal 2003 ha causato finora oltre 300.000 morti e circa 2,5 milioni di profughi. Alcuni degli sfollati interni erano presenti oggi tra la folla che dava il benvenuto a Bashir. «Quello che ha detto Ocampo sul Darfur sono menzogne - ha quindi detto il Presidente - dobbiamo trovare una soluzione al problema del Darfur. Sono venuto qui, in Darfur, per dichiarazione una sola cosa. Ogni sfollato deve tornare nel suo villaggio. Spetterà poi al governo garantire i servizi sociali».
Dopo la tappa ad El Fasher, dove si trova anche il quartier generale della forza di pace congiunta Onu-Unione africana (Unamid), Bashir si recherà a Nyala, capitale del Darfur del Sud, dove inaugurerà progetti di sviluppo locale, quindi volerà domani a El Geneina, nel Darfur Occidentale. Il Presidente è accompagnato dall'incaricato di affari americano, Alberto Fernandez, e dagli ambasciatori di Egitto, Arabia Saudita e Nigeria.
La presidenza sudanese ha rifiutato di commentare il viaggio di Bashir in Darfur a una settimana dalle accuse mosse dal Procuratore dell'Aia, ma per alcuni analisti è chiaro che si tratta di una mossa dell'offensiva lanciata da Khartoum contro Moreno-Ocampo. «Penso che il suo scopo sia dimostrare che la popolazione del Darfur non è d'accordo con la Cpi - ha detto Adil el-Baz, direttore del principale quotidiano indipendente del Paese Al Ahdath - gli garantisce un'immagine diversa agli occhi della comunità internazionale». Bashir ha ripetuto che il Sudan respinge questa decisione. «La crisi determinata dalla richiesta della Cpi - ha detto Bashir con tono perentorio - non metterà in difficoltà i nostri sforzi per raggiungere una pace definitiva in Darfur. Ci sono alcune iniziative che mirano a creare divisioni nello stato ma vi garantisco che il governo non lo permetterà».
La visita nelle tre regioni del Darfur (nord, sud e ovest) durerà due giorni ed è stato annunciato che Bashir si recherà anche nelle altre due capitali, Niyala (ovest) e Jenina (sud). È previsto che prima di ripartire da El Fasher compia anche una visita alla base dei peacekeeper Unamid.
Intanto in un comunicato diffuso a Khartoum da fonti governative è stata annunciato che presto sarà avviata una nuova iniziativa interna per una soluzione pacifica del conflitto nel Darfur, senza
precisare di che natura. Un quotidiano ha fatto riferimento ad un nuovo comitato sulla questione del Darfur, che dovrebbe essere presieduto dal capo del'opposizione sudanese, l'ex primo ministro Sadeq el Mahdi.

sabato 19 luglio 2008

Qui dobbiamo aspettare per vedere !!!


Sudan, Cina: "grave preoccupazione" per richiesta arresto Bashir

PECHINO (Reuters) - La Cina ha espresso "grave preoccupazione e timori" oggi riguardo la risoluzione della Corte Penale Internazionale (Icc) che chiede l'arresto del presidente del Sudan con l'accusa di genocidio nella regione del Darfur.

Mentre il procuratore della Corte spera nell'arresto del presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir, la Cina deve prendere una decisione circa le sue relazioni con il leader africano, a poche settimane dall'inizio dei Giochi Olimpici che aprono un nuovo spiraglio alle pressioni internazionali.
"Le azioni dell'Icc devono portare dei benefici alla stabilità del Darfur e a una giusta soluzione del problema, non il contrario", ha detto durante una conferenza stampa ordinaria il portavoce del ministero degli Esteri cinese Liu Jianchao.
Pechino da anni lavora alla sua politica energetica in Sudan e mira a ottenere un posto di riguardo al tavolo dei trattati di pace in Darfur. La decisione dei procuratori dell'Icc rende questo processo molto più arduo, con le parti in causa che attendono di vedere se Pechino cercherà di sospendere l'azione legale attraverso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Liu ha detto che la Cina ha consultato altri membri del Consiglio di Sicurezza Onu e che "spera di ottenere il consenso delle parti di rilievo".
Il procuratore della Corte Penale Internazionale Luis Moreno-Ocampo ha reso note le proprie accuse ieri, attribuendo a Bashir la responsabilità di aver orchestrato genocidi, crimini contro l'umanità e crimini di guerra in Darfur, la regione occidentale del paese africano duramente colpita dalla guerra.
La Cina è uno dei maggiori investitori nel settore petrolifero in Sudan e, pressata dalla comunità internazionale, ha appoggiato qualche tempo fa una risoluzione Onu che autorizza una forza di peace-keeping ibrida Onu-Unione Africana e convinto Bashir ad accogliere i contingenti nel paese.

الصين تدعم السودان وترسل اخر دفعة من قواتها المشاركة فى قوة حفظ السلام
فى اول رد فعل لها على طلب المدعى العام لمحكمة الجنائية الدولية بأعتقال الرئيس السودانى اعربت الصين عن اسفهاا و بالغ انشغالها بصدور هذا الطلب وقال المتحدث باسم وزارة الخارجية الصينية ان بلاده تامل ان تكون قرارات محكمة الجنايات الدولية لصالح الاستقرار فى دارفور ولتسهيل التوصل الى حل للازمة وليس العكس
وفى الوقت الذى تقوم فيه بعض الدول بسحب قواتها فى قوة حفظ السلام الدولية من دارفور اعلنت الصين انها ستقوم يوم غد الاربعاء بارسال آخر دفعة من قواتها المشاركة (400) فى قوة حفظ السلام البالغ عددها 172 جندى وهى الجزء الاخير من القوات التى تساهم بها الصين فى قوات حفظ السلام الدولية واكدت الصين ان هذه التطورات لن تؤثر على علاقتها المتنامية مع السودان واعتبرت ان هذه العلاقات علاقات طبيعية تصب فى خدمة ومصلحة الشعبين الصينى والسودانى مشيرة الى انها ستبذل المزيد من الجهود فى اطار مجلس الامن الدولى و محكمة الجنايات الدولية من اجل عدم تفاقم الوضع اكثر.

sabato 5 luglio 2008


تقرير: وزير الخارجية البريطاني يزور السودان الأربعاء



ستركز مناقشات وزير الخارجية البريطاني على أزمة دارفور

(CNN) -- من المتوقع أن يبدأ وزير الخارجية البريطاني ديفيد ميليباند الأربعاء زيارة رسمية إلى السودان تستهدف العلاقات الثنائية بين البلدين، ودفع العملية السلمية بإقليم دارفور، وفق مصادر سودانية.

ونقلت وزارة الخارجية السودانية في بيان على موقعها الإلكتروني أن ميليباند سيجري حواراً عميقاً حول إقليم دارفور لتوحيد الرؤى بين الخرطوم ولندن لتعزيز السلام في الإقليم.

وستتركز الزيارة على مناقشة القضايا ذات الاهتمام المشترك ومسار اتفاقية السلام وخطوات تنفيذها، إلى جانب المساعدات الفنية واللوجستية التي يمكن أن تقدمها بريطانيا لدفع العملية السلمية في دارفور، وفق الوزارة.

وكانت لندن قد تقدمت باقتراح لاستضافة محادثات سلام بين الحكومة ومتمردي دارفور.

وعرض رئيس الوزراء البريطاني غوردون براون في إبريل/نيسان الماضي استضافة بلاده لمحادثات سلام حول أزمة الإقليم الغربي.

وقال ناطق باسم براون، رفض الكشف عن هويته وفق السياسة المتبعة: "هذه دعوة رسمية لعقد المباحثات في لندن"، إلا أنه لم يكشف عن الأطراف المدعوة للاجتماع، أو حتى إمكانية وموعد انعقاده.

وتقدر الأمم المتحدة مصرع أكثر من 200 ألف شخص في النزاع المسلح الذي اندلع في الإقليم الغربي الشاسع بين فصائل تمرد والقوات السودانية عام 2003. وأدت المواجهات إلى نزوح نحو 2.5 مليون شخص من مناطقهم.

وكانت بعض فصائل التمرد قد قاطعت مباحثات سلام سابقة مما أدى لإلغاء أو فشل تلك المفاوضات.

وطالب رئيس الوزراء البريطاني بتسريع وتيرة نشر قوات حفظ السلام الدولية في الإقليم، مشيراً إلى أنه سيبدأ العمل مع الأمم المتحدة والولايات المتحدة وقادة الاتحاد الأفريقي خلال الأسابيع المقبلة لاستئناف عملية السلام.

Sudan/Darfur: Consegnate a palazzo Chigi 13.000 firme per stop a violenze
giovedì 03 luglio 2008
Non c'è Pace senza Giustizia e Partito Radicale nonviolento
Giovedì 3 luglio, alle ore 12.00, una delegazione del Partito Radicale Nonviolento e di Non c'è Pace Senza Giustizia, fornata da Matteo Mecacci, deputato radicale eletto nel PD, Vice-Presidente del Partito Radicale Nonviolento, Marco Perduca, Senatore radicale eletto nel PD, Vice-Presidente del Partito Radicale Nonviolento, Gianfranco Dell'Alba, Segretario di Non c'è Pace Senza Giustizia, Bruno Mellano, Presidente di Radicali italiani, Antonella Casu, Segretaria di Radicali italiani, Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali Italiani, Antonella Dentamaro, coordinatrice delle Attività italiane di Non c'è Pace Senza Giustizia ha consegnato al Governo una petizione internazionale, sottoscritta da 13.000 cittadini di tutto il mondo, che chiede ai Paesi del G8 di intervenire sulla situazione del Sudan.
L'iniziativa rientra nel quadro della campagna "Stop Arms to Darfur", che vede riunite oltre cinquanta organizzazioni internazionali nella richiesta ai Paesi del G8 di intervenire con urgenza per porre fine alla violenza e all'impunità per gli atroci crimini commessi in Darfur. In particolare si chiede che il G8 adotti una dichiarazione con questi cinque punti fondamentali:
1. Ferma condanna alle rinnovate violenze in Darfur e richiamo a tutte le parti in causa affinchè rispettino l'accordo di cessate il fuoco.
2. Condanna della violazione in corso dell'embargo sulle armi secondo quanto stabilito dalla Risoluzione 1591 del Consiglio di Sicurezza. Richiamo a tutti gli Stati affinchè fermino il trasferimento diretto o indiretto di armi in Darfur.
3. Offrire assistenza da parte degli stati Membri del G8 affinchè le forze UNAMID abbiano gli equipaggiamenti tecnici necessari al dispiegamento immediato delle forze di pace.
4. Stesura di un piano specifico attraverso il quale i Paesi del G8 contribuiranno all'effettivo percorso di pace in Darfur e all'attuazione dell'Accordo di Pace (CPA).
5. Sostegno agli sforzi già in atto per ottenere giustizia e porre fine all'impunità per le atrocità e i crimmini contro l'umanità commessi in Darfur. Sostegno alla adozione di sanzioni nei confronti del Sudan qualora continui a non cooperare con la Corte Penale Internazionale.
Analoghe manifestazioni si terranno in tutte le capitali dei Paesi del G8 in vista del Summit di Hokkaido del 7-9 luglio prossimi: le organizzazioni inglesi consegneranno le firme a Downing Street, quelle americane alla Casa Bianca e così presso tutti le sedi dei governi.
Link all'audiovideo della manifestazione a Roma ripresa da Radio Radicale.

Leggi e firma la petizione ai leaders del G8
Leggi la lettera firmata da 50 organizzazioni internazionali

lunedì 30 giugno 2008

Pace e sviluppo




Mandela, festa per il padre del Sudafrica


«Il nostro lavoro non è ancora finito, c’è troppa povertà e oppressione per i più deboli»
Il nome di Nelson Mandela, attivista sudafricano segregato in un carcere per 27 anni, diventato prima il simbolo della lotta contro l’apartheid poi il padre di una nazione giovane che purtroppo ha continuato a soffrire anche dopo il passaggio incruento alla democrazia, non smette di calamitare le coscienze del mondo occidentale. Nel giugno del 1988 il rock festeggiò i suoi 70 anni allo stadio di Wembley, ma soprattutto lanciò una campagna mondiale per far liberare Mandela. Ieri, nel maestoso Hyde Park, lo stesso mondo, pur con qualche differenza di cast, ha festeggiato i suoi 90 anni in uno scenario molto più complesso: dalle tensioni razziali all’interno dello stesso Sudafrica allo spettro devastante dell’Aids che sta falcidiando il popolo africano, sino alla vergogna delle violenze in Zimbabwe del regime Mugabe.
E Mandela ha ripagato artisti e pubblico mondiale, in Italia lo show era in diretta senza interruzioni pubblicitarie su Mtv, con un breve discorso da guida spirituale e morale: «Vent’anni fa Londra ospitò un concerto che chiedeva la mia libertà, che mi ispirò in prigione. Stasera sono qui libero e mi sento onorato. Ma anche se siamo qui a festeggiare, il nostro lavoro non è finito. Perché c’è povertà, oppressione, Aids. Vogliamo portare la libertà a tutti e stasera, a quasi 90 anni, dico che è tempo di avere nuovi aiuti per sollevare questo fardello».
Emozionato, un po’ sofferente, appoggiandosi a un bastone Mandela arriva a metà dello show, accompagnato dalla moglie Graca Machel. Sul palco si affacciano tutte le star: Amy Winehouse, Peter Gabriel, Queen e Simple Minds, Joan Baez, Annie Lennox, Sugababes e Leona Lewis. C’è Will Smith con la moglie Jada Pinkett Smith, cerimonieri dello show. E proprio l’attore americano, poco prima. ricorda una frase di Peter Gabriel: «Una volta ha detto: se il mondo potesse scegliersi un padre, la nostra scelta cadrebbe sicuramente su Nelson Mandela». Poi l’happy birthday oceanico di Hyde Park, e più tardi, trasmesso in diretta ma non da Londra, quello di Bono e The Edge con “Happy Birthday” di Stevie Wonder. E ancora, l’invito di Mandela: «Continuate a sostenere 46664». Ecco, la cabala di questi cinque numeri, che per tutta la prigionia hanno identicato l’attivista dell’ANC e che ora sono il simbolo della fondazione per la lotta all’Aids, guida con forza uno spettacolo così diverso dallo stardom di altre iniziative umanitarie, a cominciare proprio da Live 8 tenuto a Hyde Park nel luglio 2005. C’è più Africa e meno Occidente, nel cast che affolla il palco. Zucchero canta “Everybody’s got to learn sometime” e nelle quinte dice: «È sempre un onore essere qui per rendere omaggio a questo grande uomo, che tanto ha fatto e tanto continua a fare per la lotta all’Aids, che non è stato affatto debellato». Annie Lennox è la più battagliera a spiegare quello che proprio non va nel nostro rapporto con chi soffre e non ha nulla: «Speriamo che questo evento serva in futuro, dobbiamo fare assolutamente qualcosa per prevenire un nuovo genocidio. Lo abbiamo detto tante volte, qui si tratta di difendere i diritti umani. C’è gente che non può far rispettare quello fondamentale di tutelare la propria salute. Per milioni di africani questa prerogativa è negata». Poi fa vedere il volto scavato e sofferente di una ragazzina e, pochi minuti dopo, una fotografia ritrare la cantante scozzese con un’altra ragazzina, questa volta serena e in salute: «Ecco come si deve curare una persona, ecco cosa possiamo fare. Ci sono milioni di bambini nelle stesse condizioni che aspettano il nostro aiuto».
برلسكوني يبحث موضوع الهجرة مع القذافي
يقوم رئيس الحكومة الايطالية سيلفيو برلسكوني بزيارة رسمية لليبيا يجتمع خلالها بالزعيم الليبي معمر القذافي.
وجاء في بيان اصدره مكتب رئيس الحكومة الايطالية ان برلسكوني اجرى محادثات مع القذافي ضحى الجمعة، ثم حضر مأدبة غدا اقامها على شرفه الزعيم الليبي.
ومن المقرر ان يغادر برلسكوني ليبيا عائدا الى بلاده في وقت لاحق من يوم الجمعة.
ومع ان مسؤولي الجانبين لم يفصحوا عن طبيعة المواضيع التي ناقشها الزعيمان، يعتقد انهما بحثا مسألة الهجرة غير الشرعية من ليبيا الى اوروبا عن طريق ايطاليا.
وما برحت الحكومة الايطالية تطالب ليبيا منذ سنوات تعزيز دورياتها البحرية لاعتراض القوارب التي يستخدمها المهاجرون.
وتشير الاحصائيات الايطالية الرسمية الى ان زهاء 16,500 مهاجر غير شرعي وصلوا الى الشواطئ الايطالية قادمين من ليبيا في العام الماضي 2007.
كي مون يأمل أن تشارك اليابان بمهمة بالسودان

طوكيو – العرب اونلاين – وكالات : قالت وكالة كيودو اليابانية للأنباء السبت إن بان كي مون الأمين العام للأمم المتحدة قال إنه يأمل أن تشارك القوات اليابانية في عمليات حفظ السلام التابعة للأمم المتحدة في السودان.

ونقل عن بان قوله قبل زيارة لليابان في المرحلة الأولى من جولة يقوم بها لآسيا \"أتمنى أن تساهم اليابان ذات القدرات الكبيرة بشكل أكبر في مجالات متخصصة للغاية مثل مجالات الهندسة والنقل والتموين\".

وأبلغ مسؤولون حكوميون يابانيون رويترز في مايو آيار أن طوكيو في المراحل النهائية من اتخاذ قرار بخصوص ما إذا كانت سترسل قوات إلى جنوب السودان.

وطوكيو حريصة على المشاركة في عمليات الأمم المتحدة بالسودان في محاولة لدعم طموحاتها بالحصول على مقعد دائم في مجلس الأمن.

إلا أن دستور اليابان السلمي يقيد مشاركتها في أنشطة عسكرية خارج البلاد ويحظر عليها استخدام القوة لتسوية نزاعات دولية.

وقد وصل الامين العام للامم المتحدة بان كي مون السبت الى اليابان المحطة الاولى في جولة اسيوية تستمر اسبوعين سيزور خلالها كذلك الصين وكوريا الجنوبية ويشارك في قمة مجموعة الثماني في هوكايدو، على ما افاد مسؤول في المطار.

ومن المقرر ان يبقى بان كي مون في اليابان حتى الاول من تموز/يوليو ويلتقي رئيس الوزراء ياسو فوكودا ووزير الخارجية ماساهيكو كومورا والامبراطور اكيهيتو.

وهذه اول زيارة لبان الى اليابان منذ اختياره امينا عاما للامم المتحدة مطلع العام الماضي. وينتقل بعد اليابان الى الصين ومن ثم الى بلاده كوريا الجنوبية.

وبعدها ينتقل بان الى توياكو في شمال اليابان للمشاركة في قمة مجموعة الدول الثماني الصناعية الكبرى.