giovedì 22 luglio 2010

Shame on you!!!


SUDAN/Il Jem accetta controlli Onu sui bambini soldato
Scritto da: Massimo A. Alberizzi alle 13:32
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Il JEM, Justice and Equlity Movement, il più importante gruppo di ribelli sudanesi del Darfur, ha firmato un accordo con l’Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della tutela dall'infanzia, per consentire l'accesso dei funzionari dell’Onu nelle sue basi e così controllare che non vengono reclutati bambini come soldati.
Secondo Ahmed Hussein Adam, portavoce del Justice and Equality Movement a Londra, il gruppo ribelle ha sempre cercato di proteggere i bambini: “E’ stato, sin dall’inizio del conflitto, uno dei nostri principali obbiettivi. Loro non c’entrano con la guerra.

Siamo quindi orgogliosi di far entrare l’Onu a controllare che non reclutiamo bambini soldato. Non abbiamo nulla da nascondere. Speriamo che altri gruppi armati, in Sudan e altrove seguano il nostro esempio”.
L’accordo – che è stato firmato a Ginevra - prevede che se durante le ispezioni fossero trovati bambini soldato questi potranno essere immediatamente portati via dai funzionari dell’Unicef. I negoziati tra Nazioni Unite e JEM sono durati un anno.
Nelle ultime settimane in Darfur i combattimenti tra esercito sudanese e ribelli si sono intensificati. In maggio i dirigenti del JEM avevano abbandonato i colloqui di pace a Doha, in Qatar, accusando i negoziatori governativi di malafede.
Secondo un comunicato del JEM, il 13 luglio, l’esercito e le milizie sue alleate, hanno attaccato le posizioni ribelli vicino Kuma, nel Nord Darfur, con 60 veicoli Land Cruiser armati di mitragliatrici e cannoncini. La reazione degli assaliti è stata furibonda, aggiunge il documento. Gli aggressori sono stati respinti e inseguiti all'interno della città di Kuma, ll loro accampamento militare è stato distrutto e trentaquattro veicoli ben attrezzati sono stati catturati.
Secondo le Nazioni Unite il conflitto nel Sudan occidentale ha provocato in sette anni la morte di almeno 300.000 persone. Il numero di sfollati e di rifugiati ammonta a 2,7 milioni.

Sudan divided!!


Il Sudan sta per dividersi in due stati, e la stabilità della regione è a rischio. Il primo segnale preoccupante è stato il riconoscimento delle elezioni presidenziali tenutesi lo scorso aprile da parte di un personaggio esperto nel monitoraggio delle elezioni come Jimmy Carter. Sebbene le operazioni di voto non siano state ritenute all’altezza degli standard internazionali, l’ex presidente americano ha detto chiaramente che la comunità internazionale avrebbe riconosciuto il vincitore.

In considerazione del fatto che il presidente del Sudan, Omar al-Bashir, è stato accusato la scorsa settimana dalla Corte Penale Internazionale di aver compiuto un genocidio in Darfur, e che alcuni democratici sudanesi di primo piano, soprattutto l’esponente dell’opposizione Sadeq al-Mahdi, si sono rifiutati di partecipare alle elezioni, le conclusioni della missione di Carter creano qualche problema. Come è possibile che un dittatore che ha compiuto un genocidio venga riconosciuto come vincitore in simili circostanze?

Poi ho capito che la farsa elettorale realizzata dal presidente sudanese per restare al potere, e che è stata condonata dalla missione di osservazione internazionale, non è altro che un preludio dei gravi eventi che si verificheranno in Sudan tra sei mesi. Carter, e i paesi occidentali in generale, hanno facilitato la sopravvivenza del dittatore per salvare il referendum sull’indipendenza del Sudan del sud che si terrà nel gennaio del 2011. Avendo accettato che le elezioni fossero monitorate da una missione internazionale, Bashir non può più impedire che il referendum si tenga nel sud del paese. Tale referendum, che avverrà ugualmente sotto monitoraggio internazionale, avrà come risultato la formale divisione del Sudan in due stati.

Ciò provocherà uno tsunami che seminerà distruzione nei due stati sudanesi emergenti e nel resto dell’Africa e del Medio Oriente. Coloro i quali sono a favore della secessione del sud probabilmente non si rendono completamente conto di quello che ciò significherà per l’ordine internazionale. Con un dittatore come Bashir che continuerà a mantenere il potere a Khartoum, e molto probabilmente con una forma di autoritarismo molto simile in arrivo nella nuova capitale sudanese del sud, assisteremo a continue dispute riguardo ai confini e a episodi di pulizia etnica. Tutto questo sarà alimentato dalla maledizione del petrolio che rappresenta il 98% delle rendite del governo centrale del Sudan e il 60% di quelle del sud.

La secessione significherà inoltre che il Darfur rimarrà sotto le grinfie del crudele regime di Bashir, mentre i democratici di Khartoum verranno lasciati soli nella loro battaglia contro uno dei peggiori governanti della storia del Sudan.

Il Sudan del sud sarà il primo paese del dopo-indipendenza, in Africa dagli anni ’60, creato in conseguenza di una secessione. I leader africani sono a buon diritto preoccupati per il precedente che ciò determinerà. Essi tuttavia non hanno sufficiente voce per farsi sentire, e gli Stati Uniti e l’Europa sostengono pienamente le divisione del Sudan, in parte a causa della componente cristiana che è predominante tra la popolazione del sud.

Anche noi in Medio Oriente siamo ugualmente preoccupati. Invece di trovare modi per convivere in maniera civile con coloro i quali hanno un’origine etnica, religiosa e linguistica differente, i gruppi che avanzano rivendicazioni saranno tentati in futuro di ottenere una secessione in stile sudanese. E vi sono molti gruppi e molti risentimenti rivolti contro i regimi dittatoriali nella nostra regione.

Inoltre, verrà anche esacerbata la logica distruttiva della divisione tra cristiani e musulmani. L’Europa ha già pagato un prezzo enorme con la secessione dell’ex Yugoslavia, e il Sudan riaccenderà le tensioni mal sopite nell’Africa orientale. Dopo il Sudan, i cristiani del Libano potrebbero essere incoraggiati a cercare di dar vita al loro staterello, a Cipro l’unificazione delle due comunità divise, greca e turca, potrebbe risultare più difficile da raggiungere, e la coesistenza tra musulmani e cristiani all’interno degli stati-nazione esistenti potrebbe essere minacciata in tutto il mondo.

Eppure chi può rimproverare ai sudanesi del sud di voler tagliare i ponti con un paese governato da una crudele dittatura fin dal colpo di stato di Bashir del 1989? Tuttavia, sebbene molti dei risentimenti del sud siano giustificabili, l’indipendenza non è la soluzione. Vi è la necessità di una diversa sistemazione giuridica al fine di accomodare le differenze esistenti tra i gruppi che vivono all’interno di un unico stato-nazione, e questa sistemazione è il federalismo. Eppure il federalismo non ha senso senza democrazia. Ciò è vero oggi per il Sudan come per l’Iraq, come lo fu per gli Stati Uniti negli anni che condussero alla guerra civile del 1861.

Visto che il paese si trova ormai sull’orlo del collasso, solo il presidente americano Barack Obama e il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon possono fare qualcosa, anche se dubito che ciò accadrà. Obama ha fin troppi problemi in patria e in Afghanistan per dedicare al Sudan l’attenzione richiesta, e Ban Ki-moon è un segretario delle Nazioni Unite di poco polso. In effetti, il sistema onusiano sembra incapace di produrre segretari generali che siano qualcosa di più di un “minimo comun denominatore”.

L’unica possibilità rimasta per evitare l’effetto distruttivo di una crisi sudanese è che Omar al-Bashir venga rimosso dal potere. Ma anche in questo caso l’accettazione internazionale delle sue cosiddette “elezioni” complica la faccenda. Entro un anno i cittadini sudanesi avranno due stati litigiosi, e Bashir continuerà a torturare la gente e a ucciderla a Khartoum e in Darfur. Avremo anche un precedente che legittima la secessione quale espediente privilegiato contro la dittatura, insieme a un ulteriore passo indietro nel processo democratico.

Democrazia significa risolvere i problemi insieme, non significa andarsene ognuno per la propria strada dando vita a uno stato distinto ogni volta che vi è un’incomprensione. Solo un miracolo può salvare il Sudan dai demoni della secessione. Il precedente che si creerà potrebbe avere effetti devastanti per il Medio Oriente ed anche altrove.

Sudan diviso in due!!!








Il Sudan sta per dividersi in due stati, e la stabilità della regione è a rischio. Il primo segnale preoccupante è stato il riconoscimento delle elezioni presidenziali tenutesi lo scorso aprile da parte di un personaggio esperto nel monitoraggio delle elezioni come Jimmy Carter. Sebbene le operazioni di voto non siano state ritenute all’altezza degli standard internazionali, l’ex presidente americano ha detto chiaramente che la comunità internazionale avrebbe riconosciuto il vincitore.

In considerazione del fatto che il presidente del Sudan, Omar al-Bashir, è stato accusato la scorsa settimana dalla Corte Penale Internazionale di aver compiuto un genocidio in Darfur, e che alcuni democratici sudanesi di primo piano, soprattutto l’esponente dell’opposizione Sadeq al-Mahdi, si sono rifiutati di partecipare alle elezioni, le conclusioni della missione di Carter creano qualche problema. Come è possibile che un dittatore che ha compiuto un genocidio venga riconosciuto come vincitore in simili circostanze?

Poi ho capito che la farsa elettorale realizzata dal presidente sudanese per restare al potere, e che è stata condonata dalla missione di osservazione internazionale, non è altro che un preludio dei gravi eventi che si verificheranno in Sudan tra sei mesi. Carter, e i paesi occidentali in generale, hanno facilitato la sopravvivenza del dittatore per salvare il referendum sull’indipendenza del Sudan del sud che si terrà nel gennaio del 2011. Avendo accettato che le elezioni fossero monitorate da una missione internazionale, Bashir non può più impedire che il referendum si tenga nel sud del paese. Tale referendum, che avverrà ugualmente sotto monitoraggio internazionale, avrà come risultato la formale divisione del Sudan in due stati.

Ciò provocherà uno tsunami che seminerà distruzione nei due stati sudanesi emergenti e nel resto dell’Africa e del Medio Oriente. Coloro i quali sono a favore della secessione del sud probabilmente non si rendono completamente conto di quello che ciò significherà per l’ordine internazionale. Con un dittatore come Bashir che continuerà a mantenere il potere a Khartoum, e molto probabilmente con una forma di autoritarismo molto simile in arrivo nella nuova capitale sudanese del sud, assisteremo a continue dispute riguardo ai confini e a episodi di pulizia etnica. Tutto questo sarà alimentato dalla maledizione del petrolio che rappresenta il 98% delle rendite del governo centrale del Sudan e il 60% di quelle del sud.

La secessione significherà inoltre che il Darfur rimarrà sotto le grinfie del crudele regime di Bashir, mentre i democratici di Khartoum verranno lasciati soli nella loro battaglia contro uno dei peggiori governanti della storia del Sudan.

Il Sudan del sud sarà il primo paese del dopo-indipendenza, in Africa dagli anni ’60, creato in conseguenza di una secessione. I leader africani sono a buon diritto preoccupati per il precedente che ciò determinerà. Essi tuttavia non hanno sufficiente voce per farsi sentire, e gli Stati Uniti e l’Europa sostengono pienamente le divisione del Sudan, in parte a causa della componente cristiana che è predominante tra la popolazione del sud.

Anche noi in Medio Oriente siamo ugualmente preoccupati. Invece di trovare modi per convivere in maniera civile con coloro i quali hanno un’origine etnica, religiosa e linguistica differente, i gruppi che avanzano rivendicazioni saranno tentati in futuro di ottenere una secessione in stile sudanese. E vi sono molti gruppi e molti risentimenti rivolti contro i regimi dittatoriali nella nostra regione.

Inoltre, verrà anche esacerbata la logica distruttiva della divisione tra cristiani e musulmani. L’Europa ha già pagato un prezzo enorme con la secessione dell’ex Yugoslavia, e il Sudan riaccenderà le tensioni mal sopite nell’Africa orientale. Dopo il Sudan, i cristiani del Libano potrebbero essere incoraggiati a cercare di dar vita al loro staterello, a Cipro l’unificazione delle due comunità divise, greca e turca, potrebbe risultare più difficile da raggiungere, e la coesistenza tra musulmani e cristiani all’interno degli stati-nazione esistenti potrebbe essere minacciata in tutto il mondo.

Eppure chi può rimproverare ai sudanesi del sud di voler tagliare i ponti con un paese governato da una crudele dittatura fin dal colpo di stato di Bashir del 1989? Tuttavia, sebbene molti dei risentimenti del sud siano giustificabili, l’indipendenza non è la soluzione. Vi è la necessità di una diversa sistemazione giuridica al fine di accomodare le differenze esistenti tra i gruppi che vivono all’interno di un unico stato-nazione, e questa sistemazione è il federalismo. Eppure il federalismo non ha senso senza democrazia. Ciò è vero oggi per il Sudan come per l’Iraq, come lo fu per gli Stati Uniti negli anni che condussero alla guerra civile del 1861.

Visto che il paese si trova ormai sull’orlo del collasso, solo il presidente americano Barack Obama e il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon possono fare qualcosa, anche se dubito che ciò accadrà. Obama ha fin troppi problemi in patria e in Afghanistan per dedicare al Sudan l’attenzione richiesta, e Ban Ki-moon è un segretario delle Nazioni Unite di poco polso. In effetti, il sistema onusiano sembra incapace di produrre segretari generali che siano qualcosa di più di un “minimo comun denominatore”.

L’unica possibilità rimasta per evitare l’effetto distruttivo di una crisi sudanese è che Omar al-Bashir venga rimosso dal potere. Ma anche in questo caso l’accettazione internazionale delle sue cosiddette “elezioni” complica la faccenda. Entro un anno i cittadini sudanesi avranno due stati litigiosi, e Bashir continuerà a torturare la gente e a ucciderla a Khartoum e in Darfur. Avremo anche un precedente che legittima la secessione quale espediente privilegiato contro la dittatura, insieme a un ulteriore passo indietro nel processo democratico.

Democrazia significa risolvere i problemi insieme, non significa andarsene ognuno per la propria strada dando vita a uno stato distinto ogni volta che vi è un’incomprensione. Solo un miracolo può salvare il Sudan dai demoni della secessione. Il precedente che si creerà potrebbe avere effetti devastanti per il Medio Oriente ed anche altrove.

mercoledì 14 luglio 2010

Smuggling Humanbeing through boarders!!!






Italiano




Messier: fallito tentativo di contrabbandare «52» sudanesi e stranieri in Arabia Saudita

I servizi di sicurezza sventato il tentativo del Mar Rosso Stato di contrabbandare «52» residenti, compresi i «18» estraneo al Regno dell'Arabia Saudita veniva predisposta per essere contrabbandato dal Sud Suakin. fonti Conoscenza detto per interventi di «Al-Ahram» oggi che i servizi di sicurezza avevano informazioni sulla banda di contrabbando di persone d'accordo con i clandestini a loro sneak del Regno di Arabia Saudita e raid di sicurezza implementate sul gruppo di Marsa isolotti a sud di Suakin e riuscì nella cattura dei migranti, tra cui «34» sudanese, «8» nigeriani, «8 eritrei» ed etiopi in aggiunta alle altre ciadiani. I contrabbandieri sono riusciti a fuggire da «barca pugno» il momento del raid, nonostante i proiettili sparati dai raid di arrestarli. Le fonti hanno confermato che la polizia Suakin intrapreso un procedimento penale contro gli arrestati.

Arabic


لخبطة: إحباط محاولة تهريب «52» سودانياً وأجنبياً للسعودية

أحبطت الأجهزة الأمنية بولاية البحر الأحمر محاولة لتهريب «52» مواطناً بينهم «18» أجنبياً للمملكة العربية السعودية كان يجري الترتيب لتهريبهم من جنوب ميناء سواكن. وكشفت مصادر مطلعة تحدثت لـ«الأهرام اليوم» أن الأجهزة الأمنية حصلت على معلومات حول عصابة لتهريب البشر اتفقت مع مهاجرين غير شرعيين للتسلل بهم للمملكة السعودية ونفذت الأجهزة الأمنية عملية دهم على المجموعة بمرسى الجزيرات بجنوب سواكن ونجحت في القبض على المهاجرين وبينهم «34» سودانياً و«8» نيجيريين و«8» إريتريين بالإضافة لإثيوبي وآخر تشادي. ونجح المهربون في الفرار بالقارب «سنبك» لحظة عملية المداهمة رغم الأعيرة النارية التي أطلقتها قوات المداهمة لتوقيفهم. وأكدت المصادر أن شرطة سواكن اتخذت إجراءات جنائية في مواجهة المقبوض عليهم.




English


Messier: aborted attempt to smuggle «52» Sudanese and foreign to Saudi Arabia

Security services foiled the Red Sea State attempt to smuggle «52» residents, including «18» alien to the Kingdom of Saudi Arabia was being arranged to be smuggled from South Suakin. Knowledgeable sources told spoke for «Al-Ahram today» that the security services had information about the gang to smuggle people agreed with the illegal immigrants to sneak them of the Kingdom of Saudi Arabia and implemented security raid on the group Marsa islets south of Suakin and succeeded in the capture of migrants, including «34» Sudanese, «8» Nigerians, «8» Eritreans and Ethiopians in addition to other Chadians. The smugglers managed to escape by boat «punch» the moment of the raid, despite the bullets fired by the raid to arrest them. The sources confirmed that police Suakin taken criminal proceedings against those arrested.

New transpot intercity bus.







Sudan, in particolare: paralizzare Albesat nuovo il primo giorno a Khartoum




Causato (autobus) è una società di nuova crisi di Khartoum traffico grave a Khartoum il primo lancio di ieri (Domenica) e ha portato nella zona di sovraffollamento movimento episodio dei martiri di Omdurman e ferito il suo uomo nella sua Settanta dopo l'età del boss shock della società e l'uomo è stato portato in un ospedale di Omdurman di ricevere cure e avrà un intervento chirurgico per amputare le gambe secondo le affermazioni di fonti (Al-Ahram oggi).
E fece il giro del giornale per le strade in uno stato di completa paralisi e di congestione del traffico agli ingressi e il cuore di Khartoum e interrotto la circolazione nel ponte (alloggiamento a) dopo il passaggio di un lui Albesat dalle sette del mattino, nonostante il disagio, e si fermò in ponte Omdurman strada a senso unico a causa della folla enorme e contrario Albesat il nuovo traffico, che ha portato ad un percorso collo di bottiglia. Lamentato il numero di cittadini e automobilisti del movimento lento e sosta in diverse aree e l'incapacità del Albesat nuovo per la consegna dei passeggeri nel tempo a disposizione, la mancata osservanza percorsi adeguata del traffico, e disse che si muovono Albesat in gruppi, causando la folla. La città di campagna traffico marittimo sugli autobus di affari in combinato disposto con l'inizio del nuovo Albesat.





السودان خاصة: البصات الجديدة تشل الحركة بالخرطوم في يومها الأول

تسببت (بصات) شركة الخرطوم الجديدة في أزمة مرورية حادة بالخرطوم في يوم تدشينها الأول أمس (الأحد) ونتج عن ذلك التزاحم حادث حركة بمنطقة الشهداء بأم درمان وأصيب على إثره رجل في السبعين من عمره بعد أن صدمه بص تابع للشركة ونُقل الرجل إلى مستشفى أم درمان لتلقي العلاج وستجرى له عملية جراحية لبتر رجليه ـ طبقا لتأكيدات مصادر (الأهرام اليوم).
ورصدت جولة للصحيفة في شوارع العاصمة حالة من الشلل التام والاختناق المروري في مداخل وقلب الخرطوم وتعطلت الحركة في كوبري (المسلمية) بعد مرور أحد البصات عليه منذ الساعة السابعة صباحاً، رغم ضيقه، وتوقفت الحركة في كوبري أم درمان حتى شارع السبيل نتيجة للزحام الشديد ومخالفة البصات الجديدة لحركة المرور مما أدى إلى اختناق المسارات. واشتكى عدد من المواطنين وأصحاب السيارات من بطء الحركة وتوقفها في مناطق مختلفة وعجز البصات الجديدة عن إيصال الركاب في الزمن المحدد وعدم التقيد بالمسارات المرورية الصحيحة، وقالوا إن البصات تتحرك في مجموعات مما تسبب في الزحام. وشهدت مدينة بحري حملة مرورية على الحافلات التجارية بالتزامن مع بداية عمل البصات الجديدة.

martedì 13 luglio 2010

Incriminazione del Presidente Omer Al Bashir

Sudan: al-Bashir incriminato all'Aja anche per genocidio Darfur
ultimo aggiornamento: 12 luglio, ore 16:38

Amsterdam, 12 lug. - (Adnkronos/Aki) - La Corte penale internazionale (Cpi) ha incriminato il presidente sudanese Omar al-Bashir per il reato di genocidio in relazione a crimini commessi durante la guerra civile in Darfur. La corte ha accolto la richiesta del procuratore capo del tribunale penale internazionale dell'Aja, Luis Moreno Ocampo, che ha accusato al-Bashir di aver recluso oltre due milioni di rifugiati all'interno di campi profughi in Darfur.
Path Solutions implementa una soluzione completa per Bank of Khartoum in tempi record
13 Luglio, 06:00 GMT


Path Solutions, un fornitore di spicco di sistemi bancari con sede generale nel Kuwait, e Bank of Khartoum (“BOK”), la maggiore banca commerciale e di credito ordinario islamica del Sudan, hanno annunciato oggi l’implementazione a buon fine della soluzione iMAL nel giro di soli 8 mesi. I tempi brevissimi entro cui è stato portato a termine il progetto si tradurranno per BOK in un’accelerazione significativa del rendimento sull’investimento. Il sistema per la gestione degli investimenti e delle operazioni bancarie destinato al settore bancario islamico denominato iMAL Enterprise Islamic Banking & Investment System consentirà a BOK di ampliare la propria capacità di offerta di servizi per l’immissione sul mercato di nuovi prodotti e servizi destinati agli utenti islamici entro tempi rapidi. iMAL apporterà inoltre alla banca i vantaggi derivati dalla centralizzazione delle operazioni e della gestione dei rischi con conseguente accrescimento del vantaggio concorrenziale e incremento della redditività.
“Bank of Khartoum sta perseguendo una strategia di crescita ed espansione aggressiva nel mercato locale e nei Paesi africani confinanti. Ciò rappresenta un’ulteriore pietra miliare significativa conseguita nella trasformazione di BOK” ha dichiarato Fadi Al Faqih, Amministratore delegato di BOK. “Abbiamo intrapreso, nel rigoroso rispetto della diligenza dovuta, un’iniziativa di trasformazione incentrata sulla tecnologia, ove le fondamenta su cui poggia tale trasformazione sono costituite dalla soluzione iMAL di Path Solutions. Siamo convinti che la soluzione iMAL rinforzerà la nostra intera infrastruttura IT e contribuirà all’accrescimento delle nostre prestazioni sotto il profilo commerciale. La soluzione ci permetterà inoltre di offrire ai nostri clienti nuovi prodotti e servizi avanzati usando tecnologie d’avanguardia.”
In riferimento al go live, il dottor Khalid Amir Osman, PhD,direttore del reparto IT presso BOK, ha commentato: “Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal fatto che i tempi di implementazione e il trasferimento del know-how hanno entrambi ecceduto le aspettative da noi inizialmente nutrite. L’implementazione di questo progetto è stata portata a termine in tempi da primato. L’implementazione di questo progetto costituisce senz’ombra di dubbio un primato mondiale quanto a implementazione di sistemi bancari chiave presso istituti bancari di dimensioni assimilabili. Il personale di Path Solutions si è dimostrato altamente competente in termini di efficienza e soddisfazione del cliente e il progetto è stato ultimato con successo e in conformità a tutti i requisiti di progetto specificati. Siamo certi che iMAL si affermerà quale sistema bancario di prossima generazione.”
BOK è una delle banche più prestigiose e innovative dell’Africa e gode di un'immagine di grande prestigio presso la comunità finanziaria. Si tratta inoltre della banca commerciale di più antica tradizione del Paese in termini di anni di attività continuativa. BOK possiede una rete di 18 succursali ubicate nella città capitale, 32 succursali a livello nazionale e 75 sportelli automatici sparsi per tutto il Sudan. I piani di espansione della banca prendono in debita considerazione la necessità di presenza in tutti i principali centri industriali, agricoli e commerciali, ovvero nelle aree in cui sono ubicati i suoi clienti aziendali, nonché la necessità di sviluppo di una solida clientela per i prodotti per la gestione di depositi e prestiti.
Said Naji Moukadam, Presidente di Path Solutions, ha dichiarato: “Siamo molto lieti che BOK abbia deciso di fare affidamento sulla nostra soluzione software certificata dall’AAOIFI, che siamo riusciti ad implementare molto rapidamente. BOK ha mobilizzato delle risorse considerevoli che si sono adoperate con profondo impegno contribuendo a raggiungere questa importante pietra miliare. Apprezziamo immensamente il contributo apportato dal personale di BOK a garanzia di una transizione fluida al sistema bancario basato sulla Sharia.”
Secondo quanto riferito da Alain Abou Khalil, Vicepresidente della divisione Servizi professionali presso Path Solutions, la soluzione iMAL è stata implementata per mezzo di un’architettura complessa di banche dati distribuite e centralizzate. SAFE è stato installato presso 32 succursali decentralizzate e 18 succursali centralizzate di BOK.
Abou Khalil ha spiegato: “La facilità d’uso di iMAL, la nostra metodologia di lavoro e il team altamente qualificato della nostra divisione Servizi professionali ci hanno permesso di conseguire dei risultati eccezionali in tempi brevi. A tale proposito, desidero approfittare dell’occasione per complimentarmi con entrambi i team addetti all’implementazione per l’eccezionale lavoro da essi svolto nel portare a termine questo straordinario progetto che costituisce un ottimo esempio di lavoro di squadra tra fornitore e cliente. Auguriamo a BOK una prospera attività nel Sudan per altri numerosi anni a venire.”

sabato 10 luglio 2010

Local news of Sudan


Traduzione da Arabo verso Italiano
Local News: console del Sudan in Libano: deve contenere gli scandali della diaspora sudanese

Il numero di letture di questo argomento è di leggere 2028
console ex Criticato del Sudan in Libano, un membro della Commissione esteri, la Convenzione nazionale, secondo il profeta Maometto, la presenza di Sudan, Libano, e ha affermato che la maggioranza di lavoro nel marginale Total, che ha portato alla gang saccheggi e furti organizzati. Ha spiegato che cosa è accaduto loro sala «Ouzai» Recentemente una serie di irregolarità come il vergognoso reputazione del Sudan.
Maometto come il profeta in uno relazioni seminario-sudanese libanese «confine Giovedi» Centro Studi, Medio Oriente e Africa: il gruppo sudanese che ha organizzato la sala da concerto «Ouzai» voluto evidenziare se stesso come attivista nel campo del volontariato e società civile a facilitare l'attività di migrazione verso l'Europa e Israele. Lo scopo della cerimonia non era carità, ma per il guadagno personale per il gruppo, che ha sottolineato che essa ha insistito sulla cerimonia, nonostante il rifiuto delle autorità, sottolineando che ciò che è accaduto al personale della sicurezza libanese non può essere distribuito alla popolazione del Libano. Da parte sua, ha avvertito l'Incaricato d'affari libanese a Khartoum «Fouad Khozaqp» presentato alle relazioni tra i due popoli. Ha spiegato che il suo paese sta investendo tutto il di dollari (20) milioni nel Sudan.
Così l'ambasciatore ha detto Mr. Othman, direttore del Middle East Studies Center (70%) della sudanese in Libano, ha stimato il loro numero b (7) di migliaia di cittadini, è entrato illegalmente.
Relatori al seminario è necessario rimuovere le cause delle migrazioni e contenere gli scandali della diaspora sudanese corregge la situazione interna e le secrezioni di guerra, e portato la responsabilità dello Stato per ciò che accade esternamente dagli errori, e chiamato a richiamare l'attenzione sui pericoli della migrazione e delle sue conseguenze.



اخبار محلية: قنصل السودان بلبنان: يجب احتواء فضائح السودانيين بالمهجر

عدد قراءات هذا الموضوع هو 2028 قراءة
انتقد قنصل السودان السابق بلبنان، عضو لجنة العلاقات الخارجية بالمؤتمر الوطني، محمد حسب الرسول، الوجود السوداني بلبنان، وأكد أن معظم المتواجدين يعملون في أعمال هامشية مما أدى إلى ظهور عمليات النهب وعصابات السرقة المنظمة. وأوضح أن ما حدث منهم بصالة «الأوزاعي» مؤخراً شابه عدد من المخالفات المشينة لسمعة السودان.
وقال محمد حسب الرسول في ندوة العلاقات السودانية اللبنانية أمس «الخميس» بمركز دراسات الشرق الأوسط وأفريقيا: إن المجموعة السودانية التي نظمت الحفل بصالة «الأوزاعي» أرادت أن تبرز نفسها كناشطة في مجال العمل الطوعي والمدني لتسهيل مهمة هجرتها إلى أوربا وإسرائيل. وأوضح أن الغرض من الحفل لم يكن خيرياً وإنما لتحقيق مكاسب شخصية للمجموعة التي أشار إلى أنها أصرت على قيام الحفل رغم رفض السلطات، مشيراً إلى أن ما حدث من أفراد الأمن اللبناني لا يمكن تعميمه على شعب لبنان. من جانبه نبّه القائم بالأعمال اللبنانية بالخرطوم «فؤاد خزاقة» إلى قدم العلاقات بين الشعبين. وأوضح أن بلاده تستثمر بحوالى الـ (20) مليون دولار في السودان.
إلى ذلك قال السفير عثمان السيد، مدير مركز دراسات الشرق الأوسط إن (70%) من السودانيين في لبنان، المقدرة أعدادهم بـ (7) آلاف مواطن، دخلوها بطرق غير شرعية.
وأكد المتحدثون في الندوة ضرورة إزالة أسباب الهجرة واحتواء فضائح السودانيين بالمهجر بتصحيح الأوضاع الداخلية وإفرازات الحروب، وحمّلوا الدولة مسؤولية ما يحدث من أخطاء خارجياً، ودعوا إلى التبصير بمخاطر الهجرة وتبعاتها.
Traduzione da Arabo verso Inglese
Local News: Sudan's consul in Lebanon: Must contain the scandals of the Sudanese diaspora

The number of readings of this subject is to read 2028
Criticized Sudan's former consul in Lebanon, a member of the Foreign Relations Committee, the National Convention, according to the Prophet Muhammad, the presence of Sudan, Lebanon, and asserted that the majority working in the Total marginal, which led to the looting gangs and organized theft. He explained that what happened to them hall «Ouzai» Recently a number of irregularities like the shameful reputation of the Sudan.
Mohammed as the prophet in a seminar-Sudanese relations Lebanese border «Thursday» Studies Center, Middle East and Africa: The Sudanese group that organized the concert hall «Ouzai» wanted to highlight itself as an activist in the field of voluntary work and civil society to facilitate the task of migrating to Europe and Israel. The purpose of the ceremony was not charity, but for personal gain for the group, which pointed out that it insisted on the ceremony, despite the refusal of the authorities, pointing out that what happened to Lebanese security personnel can not be circulated to the people of Lebanon. For his part, warned the Lebanese Chargé d'affaires in Khartoum «Fouad Khozaqp» submitted to the relations between the two peoples. He explained that his country is investing around the (20) million dollars in the Sudan.
So the ambassador said Mr. Othman, director of Middle East Studies Center that (70%) of the Sudanese in Lebanon, estimated their numbers b (7) of thousands of citizens, entered illegally.
Speakers at the seminar need to remove the causes of migration and contain the scandals of the Sudanese diaspora corrects the internal situation and secretions of war, and carried the state responsibility for what happens externally from the mistakes, and called to draw attention to the dangers of migration and its consequences.