mercoledì 30 gennaio 2008

Missione di Pace


Notizie Darfur 30.jan Italiano
Darfur – Scatta la missione militare di pace europea
“Disco verde” dai ministri degli Esteri dell'Ue per l'invio di un contingente in Ciad e Centro Africa, a protezione delle decine di migliaia di profughi, vittime della guerra civile scoppiata nel 2003
ROMA – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno dato il via libera al lancio della “Eufor”, la missione di peacekeeping in Ciad e Centro Africa per la protezione dei profughi del Darfur, sulla base della risoluzione 1778 delle Nazioni Unite. La forza militare di pace sarà inviata nella zona di frontiera tra il Ciad ed il Sudan, in quella regione a cavallo tra i due Stati che subisce i contraccolpi della guerra del Darfur, e dove sono rifugiati decine di migliaia di profughi. Il suo quartier generale sarà ad Abechè, la principale città della zona orientale del Ciad, dove sono già presenti decine di organizzazioni umanitarie. Secondo il capo della missione della Ong britannica “Oxfam” nella regione, la situazione nell’est del Ciad e nell’ovest del Sudan presenta molte analogie, perché in entrambi i territori vivono membri della stessa etnia. La guerra in Darfur è scoppiata nel febbraio 2003 quando le etnie africane si sono ribellate al governo di Khartoum, in mano agli arabi, per denunciare la loro emarginazione. La crisi da confitto etnico è diventata poi politica e di frontiera. Il Sudan ha accusato il presidente del Ciad Idris Deby Itno ed il suo entourage, appartenente all’etnia Zaghawas come gran parte dei ribelli del Darfur, di sostenerli. Mentre N'Djamena ha accusato il governo di Khartoum di fornire aiuti ai ribelli ciadiani. Dopo il 2003 la guerra si è estesa verso est al vicino Ciad, dove si sono riversati circa 240.000 profughi in fuga dal conflitto. A causa delle incursioni nel Ciad orientale di miliziani arabi “janjaweed”, sostenuti dal governo di Khartoum, anche circa 180.000 ciadiani sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. La forza di pace dell’Unione Europea non sarà inviata per controllare la frontiera, ha informato un alto militare europeo. «Andremo essenzialmente per rendere sicure le zone dove sono concentrati i rifugiati e gli sfollati e per facilitare il lavoro umanitario», ha detto. L'Eufor è il più grande impegno militare per la politica di difesa della Ue. Gli uomini e l’equipaggiamento saranno forniti da 14 Stati membri, ma la parte del leone spetterà alla Francia, che metterà a disposizione tra i 2.000 e 2.100 uomini sui 3.700 complessivi. Forze significative verranno anche da Olanda, Polonia, Svezia, Austria e Irlanda. L'Italia contribuirà con un ospedale e un centinaio di uomini (personale sanitario militare e un plotone di trasmissione) che opererà ad Abechè. Il mandato della missione ha una durata di 12 mesi, ma dopo i primi sei mesi è prevista una valutazione di metà mandato, in accordo con l’Onu, per decidere un eventuale prolungamento.28/1/2008

Eufor e pace in Darfur



في شرق تشاد

نجامينا (ا ف ب) - يتزامن بدء انتشار قوة الاتحاد الاوروبي في تشاد وجمهورية افريقيا الوسطى (يوفور) مع اعمال عنف جديدة استعرت في شرق تشاد حيث قصفت القوات التشادية الثلاثاء مواقع للمتمردين المناوئين للرئيس ادريس ديبي.
وبات يتواجد في تشاد قرابة مئة جندي فرنسي وسويدي وايرلندي وهولندي وايطالي من قوة يوفور التي اعطاها الاتحاد الاوروبي الاثنين الضوء الاخضر النهائي للانتشار تحضيرا لهذا الانتشار حيث يقومون بانشاء قاعدة خلفية لوجيستية في نجامينا ويعدون في ابيشي كبرى مدن شرق تشاد لاقامة مقر القيادة العملانية للقوة.
ويتولى هؤلاء الجنود التحضير لانتشار القوة والاستكشاف الميداني حسبما اعلن لوكالة فرانس برس في تشاد ضابط في يوفور.
وقال قائد يوفور الجنرال الايرلندي باتريك ناش في بروكسل الثلاثاء ان انتشار قواته الآتية من 14 دولة اوروبية في شرق تشاد وشمال شرق افريقيا الوسطى سيتطلب اشهرا عدة وانها لن تباشر مهامها قبل آذار/مارس وستقوم بدورها كاملا اعتبارا من منتصف ايار/مايو.
ولكن اعمال العنف التي تجددت منذ الثلاثاء في شرق تشاد عند الحدود مع السودان تؤكد بان مهمة القوات الاوروبية ستكون صعبة.
وقصف الطيران التشادي الثلاثاء مواقع للمتمردين المناهضين للرئيس ادريس ديبي في شرق البلاد على بعد حوالى خمسين كلم فقط عن منطقة غوز بيدا حيث تنتشر مخيمات كبيرة للاجئي دارفور الاقليم السوداني المجاور الغارق في الحرب الاهلية والتي ستتولى يوفور حمايتها.
وقال اباكار توليمي وهو احد زعماء المتمردين لوكالة فرانس برس "صباح (الثلاثاء) قام طيران ديبي بقصفنا قرب الحدود السودانية (...) دفاعاتنا الجوية تصدت له".
واكد مصدر عسكري تشادي لوكالة فرانس برس عمليات القصف موضحا انها بدأت مساء الاثنين في منطقة تبعد 15 كلم عن الحدود السودانية.
واضاف المصدر ان "المتمردين الذين كانوا في السودان عبروا الحدود امس" الاثنين.
وهذه المواجهات هي الاولى بين المتمردين والجيش التشادي منذ بداية كانون الاول/ديسمبر.
واتهمت نجامينا السودان ب"اعطاء الاوامر" الى المتمردين التشاديين المتمركزين في دارفور لاجتياز الحدود ومهاجمة مواقع القوات الحكومية التشادية.
وقالت الحكومة التشادية في بيان الثلاثاء "في 28 كانون الثاني/يناير امر السودان مرة جديدة مرتزقته (المتمردين التشاديين المتمركزين في السودان المجاور) بعبور الحدود الوطنية لمهاجمة مواقع قوات الدفاع والامن" التشادية مؤكدة انها "في حالة دفاع مشروع عن النفس وتحتفظ بحقها في ممارسة حقها بالملاحقة".
من جهتهم جدد المتمردون الثلاثاء اتهامهم لفرنسا.
ومنذ 1986 ينتشر في تشاد قرابة 1100 جندي فرنسي ضمن اطار قوة ايبيرفييه المعززة بطائرات نقل واستطلاع ومقاتلات.
وقال المتحدث باسم المتمردين عبد الرحمن كلام الله ان هذه الطائرات حلقت فوق مواقع المتمردين لتزويد القوات الحكومية التشادية بمعلومات عن مواقعهم. واضاف "هذا يبين ان فرنسا ضالعة بالكامل في الحرب" وانها "لا تملك اي شرعية لتكون جزءا من قوة دولية".
الا ان يوفور التي ستضم 3700 جندي تتكون بشكل اساسي من الجنود الفرنسيين البالغ عددهم فيها 2100 وقد اضطرت فرنسا الى زيادة مساهمتها في هذه القوة بعدما كان عقد الاخيرة مهدد بالانفراط.
واثار نواب اوروبيون ومنظمات غير حكومية مخاطر حصول تداخل بين قوتي ايبيرفييه ويوفور.
ولكن الجنرال ناش اكد ان "القوتين منفصلتان" منوها في الوقت عينه بدور فرنسا "الاساسي" في هذه القوة ومشيرا الى ان طائرات الميراج التابعة لقوة ايبيرفييه يمكن ان تساند عند الضرورة قوة يوفور.
وشدد ناش على "التفويض الواضح للغاية" المعطى من الامم المتحدة لقوته والذي يقضي بحماية كل من لاجئي دارفور والمواطنين النازحين داخل تشاد وافريقيا الوسطى فضلا عن حماية موظفي الامم المتحدة والبعثات الانسانية.
ومن المفترض ان تتولى يوفور حماية 241 الف لاجئ سوداني من دارفور مقيمين في شرق تشاد وثلاثة آلاف آخرين في شمال شرق افريقيا الوسطى فضلا عن 179 الف نازح تشادي و20 الفا من مواطني افريقيا الوسطى نازحين داخل بلديهم هربا من اعمال العنف.
ومن المقرر ان يطلق الجنرال الفرنسي جان فيليب غاناشيا الذي يتولى القيادة الميدانية ليوفور
الخميس في نجامينا اشارة الانطلاق الميدانية لقواته.


DARFUR/ POLIZIA ONU TORNA NEI CAMPI SFOLLATI: "ULTIMA SPERANZA"
28-01-2008 19:45
Comandante: si rischia fallimento se non arrivano uomini e mezzi
Abou Shouk (Sudan), 28 gen. (Ap) - Due madri sfollate affidano i loro bambini a un ufficiale della polizia Onu e si stringono per una fotografia; altri poliziotti Onu aiutano altre donne a riempire i loro recipienti di acqua. Immagini dal Darfur, impensabili fino a qualche settimana fa, che dimostrano come la nuova forza di pace congiunta Onu-Unione africana stia avendo successo nei campi sfollati della regione sudanese. Anche se i più alti ufficiali ammoniscono sul rischio di un fallimento dei berretti blu se non verranno inviati presto più uomini e mezzi.
Un giornalista dell'Associated Press è stato il primo cronista internazionale a poter seguire per una settimana il lavoro dei peacekeeper nei campi. La nuova forza di pace, composta da militari e poliziotti, ha iniziato a dispiegarsi nella regione all'inizio di gennaio. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha autorizzato 26.000 peacekeeper, ma al momento se ne contano solo 9.000, di cui 7.000 della precendente missione di pace dell'Unione africana (Ua), presente sul terreno dal 2004. "Il colore del berretto e il nuovo mandato ha cambiato tutto", ha detto il sovrintendente di polizia Eze Emmanuel, nigeriano, mentre pattuglia il campo di Abou Shouk, alle porte della città di El Fasher, capitale del Darfur del Nord.
Sono 90.000 i civili che hanno trovato rifugio nel campo di Abou Shouk, considerato fino a qualche settimana fa zona off-limit. Molti peacekeeper, disarmati, erano stati attaccati o cacciati dal campo perchè incapaci di rispondere alle richieste degli sfollati. Una volta lanciata la missione di pace congiunta (Unamid), la sicurezza del campo è stata posta come prioritaria. Pattuglie non armate controllano almeno due volte al giorno i campi, precisa il sovrintendente David Eklu, dal Ghana. "Stiamo operando per arrivare ad avere una presenza di 24 ore al giorno per tutti e sette i giorni della settimana", ha aggiunto. Tuttavia, al momento mancano gli uomini, e i più alti funzionari di Unamid lanciano l'allarme sul rischio di fallimento. Oggi sono presenti solo 1.400 dei previsti 6.000 poliziotti, e il Bangladesh è l'unico paese ad aver inviato le truppe. Ancora più urgente è il dispiegamento degli altri 13.000 militari previsti, a fronte dei 7.000 presenti, e dei mezzi logistici, elicotteri in particolare, che l'Occidente tarda a inviare.
Allo stato attuale, "possiamo solo adempiere a parte del mandato Unamid", ha ammesso il comandante della missione, il generale Martin Agwai. Il conflitto scoppiato nel febbraio 2003 ha lasciato senza casa circa 2,5 milioni di persone, rifugiatesi nei campi sfollati presenti in Darfur e nei paesi vicini, Ciad e Repubblica Centrafricana. Oggi, le pattuglie Unamid sembrano più impegnate a rincuorare i rifugiati che a contrastare la criminalità che si è diffusa nei campi. I militari girano per i campi, stringono mani e discutono con gli anziani, nell'ambito di quella che viene definita "una strategia per alimentare la fiducia". "E' la prima cosa, ma dimostra che noi siamo qui per aiutarli - dice un poliziotto mentre aiuta una donna a trasportare il suo carico di acqua - noi siamo esseri umani come loro, sentiamo le loro sofferenze. Vogliamo che riconoscano le nostre facce e i nostri nomi, che ci conoscano". La missione sta inoltre preparando i piani per rilanciare le cosiddette "pattuglie per la legna", a tutela delle donne che si allontanano dai campi per raccogliere la legna necessaria per cucinare e che spesso rimangono vittime di violenze sessuali durante il tragitto. Il sovrintendente Eklu auspica di poter lanciare presto anche corsi per insegnare alla polizia sudanese e ai ribelli "a rispettare i diritti umani e lo stato di diritto".
Il comandante Agwai ha sottolineato che la sfida principale sarà quella di soddisfare le aspettative degli sfollati con le forze limitate a disposizione. Il tempo c'è, aggiunge, e molto probabilmente gli sfollati tollereranno ancora per un po' il livello di violenza e insicurezza, ma occorre che contemporaneamente vengano dispiegate le forze Onu-Ua. Altrimenti si rischia "un'eruzione vulcanica" contro la missione, qualora dovessero avvenire massacri e Unamid si rivelasse incapace di tutelare i civili. "Se hanno aspettato cinque anni, possono aspettare ancora cinque mesi - ha detto il comandante - e alla fine cominceranno a vedere cambiamenti sul terreno". Ad Abou Shouk, un leader tribale, Omda Hussein Itzakh, volge sguardi inquieti ai peacekeepers che conversano con la polizia sudanese all'entrata del campo, ma si dice contento del ritorno dei caschi blu. "Sappiamo che è la nostra ultima opportunità, per questo speriamo che siano seri nel darci aiuto", sottolinea.


نشر القوات الدولية بدارفور "لن يكتمل قبل نهاية العام"
قال جيان ماري جوهينو، مسؤول شؤون حفظ السلام في الأمم المتحدة، إن اكتمال نشر القوات المشتركة من الاتحاد الأفريقي والمنظمة الدولية في إقليم دارفور السوداني سيستغرق معظم العام الحالي.
وأضاف المسؤول الدولي أنه لم تتم حتى الآن المساهمة بأعداد كافية من عناصر حفظ السلام التي كان مخططا نشرها في دارفور، وأنه تم إرسال تسعة آلاف جندي فقط من أصل الـ 26 ألف عنصر المقرر نشرهم في الإقليم المضطرب. المرة الأولى
يُذكر أن هذه هي المرة الأولى التي تعلن فيها الأمم المتحدة أنه قد يكون هنالك مثل هذا الإرجاء الطويل لإكمال نشر قوات حفظ السلام في دارفور.
ويعزو المراقبون سبب تأجيل نشر بعثة قوات الأمم المتحدة-الاتحاد الأفريقي (يوناميد) في دارفور إلى وجود عقبات تفرضها الحكومة السودانية، بما فيها القيود على اتصالات أفراد القوة وحظر الطيران الليلي.

لم نتمكن من نشر بعض القوات التي كنا نخطط لنشرها في الإقليم جيان ماري جوهينو، مسؤول شؤون حفظ السلام في الأمم المتحدة
كما رفضت الخرطوم أيضا بعض الفرق من القوات غير الأفريقية، فقد قال جوهينو: "لم نتمكن من نشر بعض القوات التي كنا نخطط لنشرها في الإقليم."
وأضاف أن القوات الدولية تفتقر أيضا إلى المعدات الأساسية، مثل طائرات الهيلوكبتر الضرورية للتنقلات في الإقليم الذي تبلغ مساحته بقدر مساحة فرنسا. مباحثات "إيجابية"
وقال جوهينو إن المباحثات مع الحكومة السودانية بشأن ظروف وشروط عمل قوات حفظ السلام في دارفور كانت "إيجابية" حتى الآن.
وقالت ماري هاربر، محررة الشؤون الأفريقية في الخدمة العالمية في بي بي سي، إن هناك توقعا ضئيلا بإحراز أي تقدم ذي معنى في إعادة الأمن إلى دارفور نظرا للتأجيل المتوقع لنشر قوات حفظ السلام في الإقليم.
يذكر أن منظمة العفو الدولية كانت قد دعت السودان يوم الثلاثاء الماضي إلى "وقف عرقلة عمل نشر قوات حفظ السلام الدولية" في إقليم دارفور.
وقال تقرير أصدرته المنظمة المعنية بحقوق الإنسان إن هناك حاجة لتواجد قوات حفظ السلام على الأرض بأسرع وقت ممكن بغية احتواء موجة العنف الجديدة في مخيمات اللاجئين. "نازحون في دارفور"
كما طالبت المنظمة في تقريرها، الذي صدر بعنوان "نازحون في دارفور"، المجموعة الدولية بضمان توافر الواردات والطواقم اللازمة لدى هذه القوات.
وقالت إن الوضع في دارفور ينذر بالانفجار، وإن الأمن هناك في تدهور، ومخيمات النازحين تغرق بالأسلحة، وإن الغضب والإحباط يتعاظمان في صدور الجيل الجديد من أهالي دافور.
وأضافت أن الناس في الإقليم لا يتمتعون بالحماية، بالإضافة إلى أن قوة الاتحاد الإفريقي، التي انقضى أجل عملها حاليا، تسير في النهار أحيانا دورية واحدة فقط.
واتهم تقرير المنظمة الحكومة السودانية أيضا بمواصلة هجماتها على اللاجئين وتزويد مقاتلي الجنجويد بأسلحة جديدة، رغم التعهد بنزع سلاح الجماعات المسلحة هناك.
يذكر أن أكثر من 200 ألف شخص قُتلوا وشُرِّد أكثر من مليونين آخرين خلال السنوات الخمس الأخيرة في الإقليم الواقع غربي السودان.
Europa ha fatto bene a mandare sua aeri e soldati in Centro Africa Reppublica e Taschad sul confine Sudanese per proteggere i reffugati Darfuriani

lunedì 28 gennaio 2008

Janjaweed ancora


DARFUR: "JANJAWEED" ASSALTANO VILLAGGIO, ALMENO 22 MORTI

(AGI) - Khartoum, 26 gen. - E' di almeno 22 morti il bilancio dell'assalto sferrato da un gruppo di individui armati contro il villaggio di Sharaf-Yadad, 30 chilometri a nord-ovest di al-Youneina, nel Darfur: lo ha denunciato un deputato al Parlamento di Khartoum, Bashir Irahim Yehiya, eletto in una delle circoscrizioni della tormentata regione occidentale del Sudan. Il parlamentare non ha formulato accuse specifiche, ma dalla sua descrizione sembra essersi trattato di un'incursione dei cosiddetti 'janjaweed': le temute milizie arabe e filo-islamiche che tiranneggiano la popolazione civile autoctona, in massima parte di fede animista o cristiana, sfruttando la tolleranza o addirittura la connovenza delle autorita' sudanesi; di fatto sono predoni alleatisi con le forze governative contro i guerriglieri del Darfur. Stando a quanto riferto da Yehiya, ionfatti, gli assalitori erano armati fino ai denti e, caratteristica tipica, pochi erano quelli giunti a bordo di fuoristrada, i piu' montando invece cammelli o cavalli. Completato l'eccidio, prima di dileguarsi gli invasori hanno saccheggiato l sede del Consiglio Municipale. Tra le vittime anche un capo tribu' della zona.
Will never finish the Janjaweed asault and killings, it is shamefull.
Ma il Janjaweed colpiscono ancora e una vergogna

sabato 26 gennaio 2008

CINQUE ANNI DI GUERRA



Darfur. Cinque anni di guerra
Luca Ferrari
sabato 26 gennaio 2008







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Il 27 gennaio è il giorno della memoria. Su queste stesse pagine, domani ci sarà un’editoriale del direttore del giornale, e non solo. Dappertutto verrà ricordato l’olocausto ebraico, e giureremo a noi stessi che non succederà più nulla del genere. Non avrei nulla da obbiettare se così non fosse stato. E se così non fosse. Una sola parola. Darfur. Il conflitto di questa regione, situata nel nord-ovest dello stato africano del Sudan, è iniziato nel febbraio del 2003. A scontarsi, il Fronte di Liberazione del Darfur (FLD) da una parte e il governo, insieme ai cavalieri Janjaweed, sostenuti militarmente (non in maniera ufficiale) dalla stessa autorità sudanese, dall’altra. In mezzo, tanti civili terrorizzati.Da allora, sono passati quasi cinque anni, e le stime, seppure non precise, parlano di circa quattrocentomila vittime, secondo i dati forniti dalla Coalition for International Justice. C’è chi ha parlato di genocidio, e sono subito iniziate polemiche, disquisizioni sull’uso più o meno improprio di questa parola. Ciò che restano però sono i morti. E sono molti.Attualmente, dopo infinite contrattazioni su una presenza internazionale o meno nella regione, l’UNAMID (la Forza delle Nazioni Unite in Darfur) è riuscita a sbarcare. Ma dopo tre settimane di operato, Amnesty International ha reso noto che la situazione della sicurezza per gli sfollati è ancora molto precaria.Gli sfollati sono “stranieri” in casa. Autoctoni che scappano dal regime di casa propria, ma che vivono ancora nella loro nazione di cui temono il governo (o il suo esercito, regolare e non). Nuove generazioni intanto stanno crescendo nell’inferno dei campi profughi, spesso per nulla privi di armi. Quale potrà essere il loro futuro?Partendo da queste considerazioni, Amnesty ha lanciato il suo nuovo rapporto “Sfollati in Darfur - Una generazione di rabbia”, in cui descrive l’attuale stato d’insicurezza nei campi profughi nell’area, le potenziali conseguenze e le possibili soluzioni.
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Nel rapporto si può apprendere di come la situazione della sicurezza dentro e fuori dai campi sia in continuo peggioramento. Come avvoltoi, i gruppi armati continuano a usare questi non-luoghi per reclutare nuovi combattenti, inclusi i bambini. E i politici intanto non producono nulla di concreto per una soluzione pacifica.Tragico, anche in chiave futura, ma realista, il commento di Tawanda Hondora, vicedirettore del Programma Africa di Amnesty International, che ha rimarcato come il benessere degli sfollati sia sempre ignorato, mentre i continui litigi le due fazioni in lotta, impediscano il completo spiegamento dell’Unamid.Quale futuro dunque per le giovani leve dei campi profughi? Anche i laureati, non hanno lavoro e vivono solo di aiuti umanitari. Imbracciare un fucile è spesso l’unica scelta per sopravvivere. Un panorama di violenza dove le forze dell’Unione Africana continuano a soccombere ai janjawid.E a gettare ulteriore benzina sul fuoco, l’esercito regolare e la polizia sudanesi, considerati dagli sfollati come nemici piuttosto che difensori. La ragione di tutto ciò sono i frequenti arresti indiscriminati fuori dai campi, in base al sospetto che i residenti dei campi appartengano a gruppi armati d’opposizione.In tutto questo, la violenza spesso si sviluppa anche all’interno delle strutture che ospitano i profughi. Ne è un esempio, quello di Kalma. Qui risiedono quasi trenta differenti gruppi etnici, la maggior parte dei quali possiedono armi. Amnesty International ha appreso che molti giovani hanno costituito gruppi di vigilantes su base etnica. Nel periodo fra il 16 e il 22 ottobre 2007, le Nazioni Unite hanno registrato più di dieci casi di scontri a fuoco in questo campo, affermando che molti episodi di violenza sono stati attribuiti al gruppo armato Fur (che comprende dei bambini) contro altre realtà etniche. L’aria condizionata soffia sulle spalle dei potenti. I poveri si uccidono fra di loro per spartirsi quei miseri resti di brandelli di esistenze cui li abbiamo anche noi condannati

giovedì 24 gennaio 2008

Guerra



قالت حركة العدل والمساواة امس انها اسقطت طائرة حكومية كانت تقصف مناطقهم في غرب دارفور. لكن الجيش السوداني انكر الادعاء. وقال قائد الحركة عبد العزيز النور عشر قصفت الطائرة الحكومية مناطقنا في جبل مون، وحينها قامت قوات دفاعنا باسقاطها، وان الطائرة كانت من طراز ميغ ـ 29 .واضاف النور ان الطائرة تحطمت في منطقة جبلية في شمال دارفور بين مدينتي الفاشر وكبكبية. لكن المتحدث باسم الجيش السوداني نفي ما اثاره عشر وقال انه عارٍ عن الصحة تماما . وذكر عشر أسماء اربعة من القتلي وواحدا من الجرحي ضحايا قذف الطائرة الحكومية في منطقة شريف جداد في غرب دارفور. وفي سياق متصل قدم ثلاثة من اعضاء حركة تحرير السودان استقالاتهم من الحركة امس متهمين القيادة بالديكتاتورية وتغلغل القبلية داخل صفوف التمرد. وقال محمد عبد الكريم منسق الشؤون الانسانية لحركة تحرير السودان لرويترز لقد انضممنا الي التمرد لاننا كنا مهمشين، لكن الان عبد الواحد همشنا داخل الحركة . علي صعيد متصل قال السلطان هاشم عثمان هاشم سلطان قبيلة القمر بدارفور ان قوات من حركة العدل والمساواة قتلت مواطنا واختطفت عدداً آخر في هجوم علي قرية سانية وحليلات بمحلية كلبس بولاية غرب دارفور وان 71 عربة لاندكروزر تتبع لحركة العدل والمساواة هاجمت قرية سانية وحليلات وقتلت حسن مصطفي ابكر، وادان السلطان الحادث مضيفاً انه ليس الاول علي مواطني القرية محذراً من مغبة تعرض المختطفين لاي اذي وطالب بالافراج عنهم، وطالب الحكومة بان تتخذ الاجراءات اللازمة لضمان عودتهم وتعزيز حماية المواطنين في المنطقة.

Il rebbeli hanno distrutto una cacia del Governo, ma siamo sembere in guerra.

mercoledì 23 gennaio 2008


DARFUR/ GRUPPI RIBELLI SI UNISCONO PER FAVORIRE PROCESSO DI PACE
Dovrebbero presentarsi unite al tavolo dei negoziati
postato 1 giorno fa da APCOM

Roma, 21 gen. (Apcom) - Si chiamerà United Resistance Front (Urf), la coalizione di cinque gruppi ribelli che da alcuni mesi a Juba, in Sud Sudan, stanno discutendo una posizione comune in vista di una piena partecipazione al processo di pace cominciato lo scorso ottobre a Sirte (Libia): lo ha detto all'agenzia Misna George Ola-Davies, il portavoce degli inviati di Unione Africana (Ua) e Onu riferendo alcuni particolari dell'ultimo viaggio di questi ultimi due nel paese.
"Selim Ahmed Selim e Jan Eliasson - ha detto all'agenzia Misna Ola-Davies - hanno incontrato rappresentanti del governo a Khartoum, dei ribelli in Nord Darfur e del Movimento per la liberazione del Sudan (Splm) a Juba; il viaggio si è concluso con diversi risultati positivi, tra cui la constatazione che il processo di unificazione di alcune fazioni ribelli sta facendo progressi". Perché le trattative di pace procedano speditamente - sostengono i due inviati di Ua e Onu - è necessario che le varie fazioni che da quasi cinque anni combattono nella regione occidentale del Sudan con le forze governative si riducano in numero e riescano a presentarsi unite al tavolo dei negoziati.
"E' per questo motivo - ha aggiunto il portavoce - che stiamo provando a convogliare i nostri sforzi nell'organizzazione di un incontro simile a quello che fu tenuto nel 2005 ad Arusha in Tanzania con la partecipazione dei gruppi ribelli del Darfur e con questa agenda: condivisione del potere, assistenza sanitaria, sicurezza, assistenza umanitaria, questione della proprietà della terra". Rispetto ad Arusha si sta cercando di coinvolgere tutte le principali fazioni in lotta, compreso il Movimento per l'eguaglianza e la giustizia (Jem) che nelle ultime settimane ha intensificato le sue operazioni contro l'esercito di Khartoum: "Abbiamo contatti anche con loro - ha confermato all'agenzia Misna Ola-Davies - un incontro è stato finora reso impossibile per le precarie condizioni di sicurezza".

دعت منظمة العفو الدولية السودان إلى "وقف عرقلة عمل نشر قوات حفظ السلام الدولية" في إقليم دارفور.
وقال تقرير أصدرته المنظمة المعنية بحقوق الإنسان إن هناك حاجة لتواجد قوات حفظ السلام على الأرض بأسرع ما يمكن لاحتواء موجة العنف الجديدة في مخيمات اللاجئين.
كما طالبت منظمة العفو في تقريرها المجموعة الدولية بضمان توافر الواردات والطواقم اللازمة لدى هذه القوات.
وقالت إن الوضع في دارفور ينذر بالانفجار، وإن الأمن هناك في تدهور، ومخيمات النازحين تغمرها الأسلحة، وإن الغضب والإحباط يتعاظمان في صدور الجيل الجديد من أهالي دافور. "نازحون في دارفور"
وقالت منظمة العفو الدولية إن الناس في الإقليم لا يتمتعون بالحماية، بالإضافة إلى أن قوة الاتحاد الإفريقي التي انقضى أجل عملها حاليا تسير في النهار أحيانا دورية واحدة فقط.
ودعا التقرير الذي صدر بعنوان "نازحون في دارفور" الحكومة السودانية إلى "وقف عرقلة قوات حفظ السلام الدولية الإفريقية المشتركة " حتى يتكمن هؤلاء من احتواء تصاعد أحداث العنف وانعدام الأمن.
ومن المقرر أن تتكون القوات الإفريقية الدولية المشتركة والتي تسلمت عملها من القوات التابعة للإتحاد الإفريقي في نهاية عام 2007 من 26 ألف جندي ، لكن لم ينتشر منها حتى الآن سوى 9 آلاف جندي.
وكانت الحكومة السودانية قد رفضت السماح بانضمام قوات غير إفريقية إلى قوات حفظ السلام ، وتقدمت بعدد من المطالب قيل إنها تسببت في عرقلة عمل هذه القوات.
واتهم تقرير منظمة العفو الدولية الحكومة أيضا بمواصلة هجماتها، وتزويد مقاتلي الجنجويد بأسلحة جديدة ـ رغم التعهد بنزع سلاح الجماعات المسلحة هناك.
وأضاف التقرير أن الحماعات المسلحة لا تزال تجند مقاتلين من بين النازحين في المخيمات، بمن فيهم الأطفال، وإنهم يشاركون في شن الاعتداءات في أنحاء المنطق



lunedì 21 gennaio 2008

Il Capo del Jenjaweed

دعوة لإلغاء تعيين "زعيم الجنجاويد" في منصب حكومي

دعت منظمة هيومان رايتس ووتش، المعنية بحقوق الانسان، الر. ئيس السوداني عمر البشير إلى الغاء تعيين موسى هلال كمستشار لوزير الشؤون سديرات
وتقول وزارة الخارجية الأمريكية إن هلال هو زعيم ميليشيا الجنجاويد المتهمة بارتكاب جرائم حرب في إقليم دارفور غربي السودان. الإتحادية عبد الباسط
وقد واجه موسى هلال اتهامات بالمشاركة في انتهاكات لحقوق الانسان في اقليم دارفور.
وتقول ماري هاربر محررة الشؤون الافريقية في بي بي سي إن تعيين هلال في منصب حكومي يمثل مؤشرا على أن الخرطوم غير مستعدة لأية تسويات في مواجهة المجتمع الدولي، ويعكس تراجعا في عملية السلام في الاقليم، كما يثير شكوك الجماعات المتمردة هناك.
وفرض مجلس الأمن حظرا على سفر هلال في عام 2006 لكنه لم يواجه اتهامات من قبل المحكمة الجنائية الدولية.
وكان هلال قد قال لوكالة رويترز للأنباءان مقر عمله سيكون في الخرطوم لكنه قال إن المنصب قد يستلزم السفر الى المناطق النائية.
ودافعت السفارة السودانية في لندن عن تعيين هلال وقالت انه قد يساعد في التوصل الى اتفاقية سلام شاملة في اقليم دارفور.
ويقول مراسلنا إن هذه الخطوة من قبل الحكومة السودانية لا تشجع أولئك الذين يعتمدون على المساعدات في حياتهم في الاقليم.
يذكر أن عشرات الآلاف من الأشخاص لقوا حتفهم في دارفور فيما شرد مليونان ويعيش نحو ثلثي سكان الاقليم على المساعدات الانسانية.
Scusati ma quelquno del Darfur mi ha detto di scrivere in Arabo.
Questo spot notiziario porta l'intenzione del Governo del Sudan di nominare Musa Hillal come commissario per la negozazione e il CULMO il vito viene del Human Watch Wright.